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	<title>Human Marketing | Argomento</title>
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	<title>Human Marketing | Argomento</title>
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		<title>Come promuovere un podcast: strategie e consigli pratici per aumentare gli ascolti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[G. Luca Propato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Dec 2023 14:47:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Human Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se hai un podcast come il mio, sai bene che per attirare e fidelizzare il tuo pubblico &#8211; oltre a...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lucapropato.com/blog/come-promuovere-podcast.html">Come promuovere un podcast: strategie e consigli pratici per aumentare gli ascolti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.lucapropato.com">G. Luca Propato</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se hai un <a href="https://open.spotify.com/show/4Jt3pvP148jVZuY6YPoHrF?si=836a1727d68a4339" target="_blank" rel="nofollow"><strong>podcast come il mio</strong></a>, sai bene che per attirare e fidelizzare il tuo pubblico &#8211; oltre a produrre contenuti interessanti e di valore &#8211; ti serve qualcosa in più.</p>
<p>È anche necessario sapere <strong>come promuovere il tuo podcast</strong> in modo efficace e strategico, per raggiungere le persone giuste e far crescere la tua notorietà e reputazione.</p>
<p>Ma come si fa a creare una <strong>strategia di crescita</strong> per il tuo podcast?</p>
<p>Quali sono i passi da seguire per ottenere i <strong>migliori risultati</strong>?</p>
<p>In questo articolo, ti propongo una <strong>guida</strong> (semplificata) per aiutarti a pianificare e implementare le tue azioni di promozione per il tuo podcast.</p>
<p><span id="more-20067"></span></p>
<p>Vediamo quali sono i <strong>passi strategici fondamentali</strong>.</p>
<h3>1° passo: identifica l’obiettivo del tuo podcast</h3>
<p>Chiarisci qual è lo <a href="https://www.lucapropato.com/blog/mission-vision-valori-crescita-professionale.html" target="_blank" rel="noopener">scopo</a> del tuo podcast e cosa vuoi ottenere con esso.</p>
<p>Per esempio, puoi avere come obiettivo di aumentare la tua visibilità, generare lead, educare il tuo pubblico, creare una community, etc.</p>
<p>In base al tuo obiettivo, dovrai definire il tuo <a href="https://www.lucapropato.com/blog/target-vs-personas.html" target="_blank" rel="noopener">target</a>, il tuo messaggio e il tuo <a href="https://www.lucapropato.com/blog/tono-voce-brand.html" target="_blank" rel="noopener">tono</a>.</p>
<h3>2° passo: stabilisci gli indicatori chiave di performance (KPI) per il tuo podcast</h3>
<p>I <strong>Key Performance Indicator</strong> (KPI) sono i parametri che ti permettono di misurare l&#8217;andamento del tuo podcast e valutare se hai raggiunto il tuo obiettivo.</p>
<p>Gli indicatori che scegli devono essere rilevanti, specifici e quantificabili.</p>
<p>Per esempio, puoi usare come indicatori il numero di download, di ascolti, di abbonati, di recensioni, di condivisioni, di conversioni, ecc.</p>
<h3>3° passo: crea una lista di tutte le tue tattiche</h3>
<p>Si tratta delle <strong>azioni</strong> che metterai in pratica per promuovere il tuo podcast e raggiungere il tuo obiettivo.</p>
<p>Puoi ispirarti alle migliori pratiche di marketing per i podcast (<em>alcune le approfondisco nella seconda parte di questo articolo</em>), come ad esempio:</p>
<p>• sottoporre il tuo podcast alle directory più popolari;<br />
• usare i social media per condividere i tuoi episodi e coinvolgere i tuoi follower;<br />
• contattare gli influencer del tuo settore per collaborare o per sponsorizzare il tuo podcast;<br />
• collaborare con altri podcaster;<br />
• ottimizzare il tuo podcast per i motori di ricerca;<br />
• creare un sito web dedicato al tuo podcast;<br />
• usare l’email marketing per comunicare con i tuoi ascoltatori;<br />
• pubblicare i tuoi episodi su YouTube;<br />
• etc.</p>
<h3>4° passo: scomporre ogni tattica di marketing nella tua lista</h3>
<p><strong>Definisci</strong> in modo ordinato e preciso i dettagli operativi di ogni azione, come ad esempio:</p>
<p>• quali strumenti usare;<br />
• quali risorse produrre;<br />
• quali canali usare;<br />
• quali metriche monitorare;<br />
• quali scadenze rispettare;<br />
• etc.</p>
<p>Questo approccio ti aiuterà a organizzare il tuo lavoro e a rendere le tue azioni più efficaci.</p>
<h3>5° passo: crea un piano di esecuzione per ogni tua tattica</h3>
<p><strong>Pianifica</strong> quando e come mettere in pratica le tue azioni, seguendo un ordine logico e coerente.</p>
<p>Puoi usare un <a href="https://www.lucapropato.com/blog/content-management-quando-scrivere.html" target="_blank" rel="noopener">calendario editoriale</a> per pianificare la pubblicazione dei tuoi episodi e le relative attività di promozione.</p>
<p>Puoi anche usare un software di gestione dei progetti per assegnare i compiti al tuo team e monitorare i progressi.</p>
<h3>6° passo: analizza i risultati della tua strategia e adattala di conseguenza</h3>
<p><strong>Analizza</strong> l’efficacia delle tue azioni e verifica se hai raggiunto i tuoi obiettivi.</p>
<p>Per questo, devi confrontare i dati raccolti con i KPI che hai stabilito e identificare i punti di forza e di debolezza delle tue tattiche.</p>
<p>In base ai risultati, puoi apportare le modifiche necessarie per <strong>migliorare</strong> la tua strategia e ottimizzare il tuo <strong>ritorno sull’investimento</strong>.</p>
<h2>7 CONSIGLI PRATICI PER MIGLIORARE IL TUO PODCAST</h2>
<p>Oltre alla strategia di crescita del tuo podcast che ti ho appena proposto, ecco anche alcuni <strong>consigli pratici (e tattici)</strong> per rendere il tuo podcast più attraente, visibile e coinvolgente.</p>
<p>In questo modo andrai a <strong>rafforzare il valore</strong> di ciò che produci, aumentando così l&#8217;efficacia delle attività di promozione.</p>
<h3>1° consiglio: scegli un formato appropriato per il tuo podcast</h3>
<p>Il <strong>formato</strong> è il modo in cui presenti il tuo contenuto, e può essere di diversi tipi, come interviste, conversazioni, monologhi, narrazioni, notizie, storie, ecc.</p>
<p>Deve essere adatto al tuo argomento e al tuo pubblico, e deve essere <strong>coerente</strong> con il tuo stile e la tua personalità.</p>
<p>Ovviamente è necessario curare anche la tua voce, il tuo tono, il tuo montaggio e la tua qualità audio.</p>
<p>Inoltre, devi avere una <strong>struttura</strong> chiara per il tuo podcast, con un inizio, una fine e un filo conduttore che tenga unito il tutto.</p>
<h3>2° consiglio: controlla le tendenze del podcasting</h3>
<p>Il podcasting è un&#8217;industria in continua evoluzione e devi stare al passo con le novità e le opportunità.</p>
<p>Una delle tendenze più importanti degli ultimi anni è l&#8217;<strong>indicizzazione dei podcast</strong> da parte di Google, che li rende più facilmente trovabili dai potenziali ascoltatori.</p>
<p>Per questo motivo, devi prestare attenzione alla SEO del tuo podcast e ottimizzare i tuoi titoli, le tue descrizioni e le tue parole chiave.</p>
<h3>3° consiglio: sfrutta l&#8217;audience dei tuoi ospiti</h3>
<p>Se il tuo podcast ha un formato di intervista, puoi <strong>sfruttare l&#8217;audience dei tuoi ospiti</strong> per promuovere il tuo podcast.</p>
<p>Puoi rendere facile per loro condividere il tuo podcast inviandogli dei materiali da condividere, come immagini con citazioni, snippet audio, link e hashtag.</p>
<p>In questo modo, potrai raggiungere nuovi ascoltatori interessati al tuo argomento.</p>
<h3>4° consiglio: è essere un ospite su altri podcast</h3>
<p>Un altro modo per farti conoscere è essere un <strong>ospite</strong> su altri podcast che hanno un pubblico simile al tuo.</p>
<p>Puoi offrire il tuo punto di vista, la tua esperienza e il tuo valore aggiunto su un argomento di interesse comune.</p>
<p>Così potrai creare una relazione con il podcast ospitante e con i suoi ascoltatori, che potrebbero essere incuriositi a seguire anche il tuo podcast.</p>
<h3>5° consiglio: sii costante con il tuo calendario di pubblicazione</h3>
<p>Una delle pratiche migliori per mantenere e aumentare il tuo pubblico è pubblicare il tuo podcast con una <strong>frequenza regolare</strong>.</p>
<p>Così riuscirai a creare una routine e una fedeltà nei tuoi ascoltatori, che sapranno quando aspettarsi un nuovo episodio.</p>
<p>Inoltre, questo ti aiuterà a migliorare il tuo posizionamento su <a href="https://podcasts.apple.com/it/podcast/g-luca-propato-il-podcast/id1717584445" target="_blank" rel="nofollow"><strong>Apple Podcast</strong></a>, Spotify e su altre piattaforme, che premiano i podcast che hanno una cadenza costante.</p>
<h3>6° consiglio: trascrivi i tuoi episodi</h3>
<p>Una pratica utile per migliorare la <strong>SEO</strong> e l&#8217;accessibilità del tuo podcast è trascrivere i tuoi episodi e pubblicarli sul tuo sito web o sul tuo blog.</p>
<p>In questo modo, potrai rendere il tuo podcast più facilmente indicizzabile da Google e da altri motori di ricerca, che potranno leggere il tuo testo e capire di cosa parla il tuo podcast.</p>
<p>Inoltre, potrai rendere il tuo podcast più <strong>accessibile</strong> e <strong>fruibile</strong> da parte di persone con problemi di udito o che preferiscono leggere anziché ascoltare.</p>
<h3>7° consiglio: incoraggia il feedback e le recensioni del tuo pubblico</h3>
<p>Un altro modo per promuovere il tuo podcast è coinvolgere il tuo pubblico e chiedere il loro <strong>feedback</strong> e le loro <strong>recensioni</strong>.</p>
<p>Puoi farlo invitandoli a lasciare dei commenti, delle valutazioni e delle recensioni sulle piattaforme dove pubblichi il tuo podcast, come Apple Podcast, Spotify, SoundCloud, ecc.</p>
<p>Questa attività sarà di aiuto per il <strong>miglioramento del tuo podcast</strong>, a creare una <a href="https://www.lucapropato.com/blog/aziende-human-marketing.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>interazione</strong></a> con i tuoi ascoltatori e a migliorare la tua visibilità e reputazione.</p>
<p>Siamo giunti alla conclusione di questo articolo in cui ti ho proposto alcuni <strong>consigli pratici</strong> ed efficaci per <strong>promuovere un podcast</strong>.</p>
<p>Ma ce ne sono molti altri che puoi scoprire e <a href="https://www.lucapropato.com/blog/metodo-scientifico-marketing-strategico.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>sperimentare</strong></a>, soprattutto a livello di strategia.</p>
<blockquote><p>Per approfondire competenze, strategie e strumenti digitali per far crescere la tua attività online, <a href="https://www.lucapropato.com/contatti" target="_blank" rel="noopener"><strong>contattami subito</strong></a>.</p></blockquote>
<p><em>Buon podcasting!</em> <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f60a.png" alt="😊" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><strong>Glossario:</strong> <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/web">Web</a>, <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/blog">Blog</a>, <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/feedback-loop">Feedback</a></p>
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		<title>Che cosa sono i pretotipi e quali sono le differenze tra un prototipo e un MVP?</title>
		<link>https://www.lucapropato.com/blog/pretotipi-prototipo-mvp.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[G. Luca Propato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2023 14:47:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Human Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel mio articolo dedicato al Design Thinking ho parlato di &#8220;pretotipi&#8220;, &#8220;prototipi&#8221; e &#8220;MVP&#8220;. Inoltre, li cito sempre durante corsi...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lucapropato.com/blog/pretotipi-prototipo-mvp.html">Che cosa sono i pretotipi e quali sono le differenze tra un prototipo e un MVP?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.lucapropato.com">G. Luca Propato</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mio articolo dedicato al <a href="https://www.lucapropato.com/blog/design-thinking.html" target="_blank" rel="noopener">Design Thinking</a> ho parlato di &#8220;<em>pretotipi</em>&#8220;, &#8220;<em>prototipi</em>&#8221; e &#8220;<em>MVP</em>&#8220;.</p>
<p>Inoltre, li cito sempre durante corsi di <a href="https://www.lucapropato.com/formazione" target="_blank" rel="noopener">formazione</a> e li applico nelle mie <a href="https://www.lucapropato.com/consulenza" target="_blank" rel="noopener">consulenze</a>.</p>
<p>Così ho pensato di scrivere questo articolo di approfondimento.</p>
<p>Questi tre strumenti, in breve, contribuiscono a scoprire &#8211; in modo rapido ed economico &#8211; se l&#8217;idea di un <strong>prodotto</strong> o di un <strong>servizio innovativo </strong>sarà apprezzata da un potenziale pubblico.</p>
<p>Ti spiegherò quindi che cosa sono i <strong>pretotipi</strong> e quali sono le differenze tra un <strong>prototipo</strong> e un <strong>MVP</strong> (Minimum Viable Product).<span id="more-20087"></span></p>
<h2>Che cosa sono i pretotipi e in che cosa differiscono dai prototipi?</h2>
<p>Come avrai visto nell&#8217;articolo sul <a href="https://www.lucapropato.com/blog/design-thinking.html" target="_blank" rel="noopener">Design Thinking</a>, durante la fase 4 (Prototipazione), una strategia utile è quella di sfruttare i <strong>pretotipi</strong>.</p>
<p>Il termine “pretotipo” è stato coniato da <em><strong>Alberto Savoia</strong></em>, ex direttore tecnico di Google, che lo ha definito in questo modo:</p>
<blockquote><p>“Costruire la cosa giusta, prima di costruirla bene”.</p></blockquote>
<p>Servono per sondare l’interesse del mercato realizzando qualcosa che possa portare a galla le reazioni reali del pubblico.</p>
<p><strong>Che differenza c&#8217;è tra un prototipo e un pretotipo?</strong></p>
<p>Un <strong>prototipo</strong> cerca di riprodurre le funzionalità e i dettagli di un prodotto finale, che può comportare un costo alto di produzione e di realizzazione con bassi livelli qualitativi,</p>
<p>Un <strong>pretotipo</strong> è una versione molto più semplice e ridotta di un prodotto, che serve solo a verificare se c’è interesse da parte degli utenti o dei clienti per quell’idea.</p>
<p>Si concentra quindi sulla <strong>domanda di mercato</strong> e sull’ipotesi di base del prodotto.</p>
<p>Questo è un punto chiave per scongiurare il fallimento di un prodotto.</p>
<p>Di solito non si fallisce perché non si è capaci di fare il prodotto che si ha in mente.</p>
<p>Si fallisce perché, anche se lo si fa, nessuno lo desidera: <strong>si è costruito il prodotto sbagliato</strong>.</p>
<p>Per comprendere ancora meglio la differenza tra <em>pretotyping</em> e <em>prototyping</em> pensa a queste domande:</p>
<p>• il <strong>pretotyping</strong> si concentra sulla domanda “La gente lo userà?”</p>
<p>• il <strong>prototyping</strong> si concentra sulla domanda “Si può costruire?”.</p>
<p>Un pretotipo può essere realizzato in modo rapido ed economico, usando strumenti come siti web, app, video, presentazioni o anche oggetti fisici.</p>
<p>Per <strong>esempio</strong>, se vuoi aprire una libreria online che vende libri usati, un pretotipo molto &#8220;light&#8221; potrebbe essere una pagina Facebook che mostra il catalogo e il prezzo dei libri, e che conta quante persone mettono “mi piace” o commentano i post.</p>
<p>In questo modo, in fase di test, puoi capire se c’è abbastanza interesse per il tuo servizio, senza dover acquistare, spedire o ricevere pagamenti.</p>
<p>Se il pretotipo ha successo, puoi passare alla fase successiva e creare un prototipo, che invece richiede di acquistare i libri, spedirli ai clienti e ricevere dei feedback.</p>
<p>Infine, se il prototipo funziona, puoi creare un <strong>MVP (Minimum Viable Product)</strong>, che è un prodotto essenziale ma utilizzabile, che i clienti sono disposti a pagare.</p>
<h2>Quali sono le differenze tra prototipo e MVP?</h2>
<p>Un <strong>prototipo</strong> e un <strong>MVP</strong> (<em>Minimum Viable Product</em>) sono due modi diversi di creare una versione ridotta di un prodotto, ma con scopi e caratteristiche diverse.</p>
<p>Un prototipo è una bozza del prodotto finale, che serve a testare il design, le funzionalità e l&#8217;interazione con gli utenti.</p>
<p>Non è necessariamente funzionante o privo di errori, ma serve a verificare se l&#8217;idea di prodotto è fattibile e desiderabile.</p>
<p>Viene utilizzato principalmente all&#8217;interno dell&#8217;azienda o con un piccolo gruppo di utenti target.</p>
<p>Un MVP, invece, è un prodotto essenziale ma utilizzabile, che fornisce un valore sufficiente per cui i clienti sono disposti a pagare.</p>
<p>Ha più dettagli di un prototipo e si avvicina al prodotto finale, ma non lo replica completamente.</p>
<p>Lo scopo di un MVP è di introdurre il prodotto sul mercato e ricevere feedback dai clienti reali, per validare il modello di business e l&#8217;ipotesi di valore.</p>
<p>Un MVP deve essere funzionante, privo di errori e avere un vantaggio competitivo.</p>
<p>In sintesi, le <strong>differenze</strong> tra un prototipo e un MVP sono:</p>
<p>• un prototipo è una bozza, un MVP è un prodotto;</p>
<p>• un prototipo serve a testare l&#8217;idea, un MVP serve a testare il mercato;</p>
<p>• un prototipo è usato internamente, un MVP è usato esternamente.</p>
<p>Per completezza, ti segnalo che &#8220;MVP&#8221; è un termine ideato da <em>Eric Ries</em>, il fondatore della metodologia <em>Lean Startup</em>.</p>
<p>Ora che sai <strong>che cosa sono pretotipi</strong>, <strong>prototipi</strong> e <strong>MVP</strong> e conosci le <strong>differenze</strong> tra di loro, è il momento di passare all&#8217;azione e iniziare a <a href="https://www.lucapropato.com/blog/metodo-scientifico-marketing-strategico.html" target="_blank" rel="noopener">sperimentare</a>.</p>
<blockquote><p><strong>Per costruire un’identità aziendale unica, migliorare i tuoi prodotti, innovare i tuoi processi e crescere in modo sostenibile <a href="https://www.lucapropato.com/consulenza" target="_blank" rel="noopener">scopri subito il Metodo Human Marketing</a>.</strong></p></blockquote>
<p><strong>Glossario:</strong> <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/web">Web</a>, <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/feedback-loop">Feedback</a>, <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/target">Target</a>, <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/startup">Startup</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lucapropato.com/blog/pretotipi-prototipo-mvp.html">Che cosa sono i pretotipi e quali sono le differenze tra un prototipo e un MVP?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.lucapropato.com">G. Luca Propato</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Che cos&#8217;è il Re-Commerce e vantaggi per gli e-commerce</title>
		<link>https://www.lucapropato.com/blog/re-commerce.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[G. Luca Propato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Nov 2023 09:25:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Human Marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lucapropato.com/?p=19843</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il re-commerce è il commercio di beni usati o ricondizionati, ma è un approccio più evoluto del semplice “mercato delle...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lucapropato.com/blog/re-commerce.html">Che cos&#8217;è il Re-Commerce e vantaggi per gli e-commerce</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.lucapropato.com">G. Luca Propato</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>re-commerce</strong> è il commercio di beni usati o ricondizionati, ma è un approccio più evoluto del semplice “mercato delle pulci”. Offre una serie di vantaggi sia per i clienti che per gli imprenditori, ed è particolarmente rilevante per chi opera nel mondo dell&#8217;<strong>e-commerce</strong>.</p>
<p>Il settore &#8220;<strong>second hand</strong>&#8221; ha conosciuto una crescita significativa negli ultimi anni grazie a diversi fattori, tra cui la crescente consapevolezza ambientale e la preoccupazione per la sostenibilità (in pieno spirito <strong><a href="https://www.lucapropato.com/blog/human-marketing-ecommerce-relazioni.html" target="_blank" rel="noopener">Human Marketing</a></strong>), il desiderio di risparmiare denaro e la possibilità di acquistare articoli di marca a prezzi inferiori rispetto ai nuovi.</p>
<p>In questo articolo, esaminerò da vicino il re-commerce, per aiutarti a comprendere <strong>che cosa è</strong> e quali sono i <strong>vantaggi</strong> per le aziende e i professionisti del settore e-commerce.</p>
<p><span id="more-19843"></span></p>
<blockquote><p><strong>INDICE DELL&#8217;ARTICOLO</strong></p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li><a rel="nofollow" href="#dc1">Cos’è il re-commerce?</a></li>
<li><a rel="nofollow" href="#dc2">Come funziona il re-commerce?</a></li>
<li><a rel="nofollow" href="#dc3">Quali vantaggi offre agli imprenditori dell’e-commerce?</a></li>
<li><a rel="nofollow" href="#dc4">Quali sono le principali piattaforme di re-commerce?</a></li>
<li><a rel="nofollow" href="#dc5">Come implementare una strategia di re-commerce</a></li>
<li><a rel="nofollow" href="#dc6">Conclusioni</a></li>
</ul>
</li>
</ul>
</blockquote>
<h3><a id="dc1"></a>Cos&#8217;è il re-commerce?</h3>
<p>Il re-commerce, abbreviazione di &#8220;<strong>reverse commerce</strong>&#8221; o “<strong>commercio inverso</strong>” (definizione coniata da <em>George F. Colony</em>, fondatore del <em>Forrester Research</em>, in un&#8217;intervista del <em>New York Times</em> nel 2005), si riferisce al processo di vendita e acquisto di beni usati, che possono essere oggetti fisici come abbigliamento, elettronica, mobili, o beni digitali come software o contenuti digitali.</p>
<p>Molte <strong>aziende</strong> e <strong>piattaforme</strong> online si sono specializzate nella promozione del re-commerce, consentendo alle persone di rivendere facilmente i loro articoli usati o ricondizionati ad altri acquirenti interessati. Il re-commerce è un esempio di <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/economia-circolare" target="_blank" rel="noopener"><strong>economia circolare</strong></a>, in cui i prodotti vengono riutilizzati e riciclati anziché essere gettati via.</p>
<h3><a id="dc2"></a>Come funziona il re-commerce?</h3>
<p>Il <strong>funzionamento</strong> del re-commerce può variare a seconda del tipo di prodotti coinvolti e delle piattaforme utilizzate. Di solito il processo coinvolge le seguenti fasi:</p>
<p>1. <strong>Acquisizione dei prodotti:</strong> gli operatori di re-commerce possono ottenere le merci in vari modi, tra cui l&#8217;acquisto diretto da persone, la negoziazione con fornitori o la creazione di partnership con aziende che vogliono liquidare i loro beni usati.</p>
<p>2. <strong>Riparazione e ricondizionamento:</strong> molto spesso, i prodotti usati devono essere riparati o ricondizionati per essere venduti nuovamente. Questo processo può comportare la riparazione di difetti, la pulizia o la messa a punto dei prodotti.</p>
<p>3. <strong>Vendita e marketing:</strong> una volta che i prodotti sono pronti per il mercato, vengono elencati su piattaforme di e-commerce o in negozi fisici. Il marketing è fondamentale per attirare i clienti e convincerli a scegliere il re-commerce.</p>
<p>4. <strong>Consegna e servizio clienti:</strong> gli articoli venduti vengono consegnati ai clienti, e i venditori devono offrire un servizio clienti di qualità per garantire la soddisfazione dei clienti, al pari dei servizi che commercializzano prodotti nuovi.</p>
<h3><a id="dc3"></a>Quali vantaggi offre agli imprenditori dell&#8217;e-commerce?</h3>
<p><strong>Ampliamento delle opportunità di business</strong>: l&#8217;ingresso nel settore del re-commerce offre agli imprenditori e ai professionisti dell&#8217;e-commerce un&#8217;opportunità di business aggiuntiva. Questo mercato in crescita consente di diversificare l&#8217;offerta e di sfruttare i prodotti di seconda mano per generare profitti. Ciò significa che è possibile vendere prodotti di marca, vintage o di nicchia di vario genere che possono attirare un vasto ventaglio di clienti.</p>
<p><strong>Cavalcare le tendenze</strong>: poiché i trend della <strong>sostenibilità</strong> e del consumo responsabile continuano a crescere, il re-commerce si adatta perfettamente a queste tendenze. Gli imprenditori possono capitalizzare sulle richieste dei consumatori che cercano alternative sostenibili. Entrare nel settore del re-commerce contribuisce a ridurre l&#8217;impatto ambientale, il che sappiamo quanto sia interessante per i consumatori più attenti.</p>
<p><strong>Mercato in crescita</strong>: il re-commerce è in costante crescita, grazie alla consapevolezza ambientale e all&#8217;interesse per la sostenibilità che entrano sempre più tra gli obiettivi di persone e aziende. I clienti sono sempre più interessati a ridurre lo spreco e a fare scelte responsabili, aprendo ampie opportunità per questo approccio alla vendita. Il re-commerce può contribuire a costruire una base di clienti fedeli (customer loyalty) che possono diventare acquirenti abituali, aumentando la <strong>fidelizzazione</strong> e generando entrate a lungo termine.</p>
<h3><a id="dc4"></a>Quali sono le principali piattaforme di re-commerce?</h3>
<p>Ci sono svariati <strong>marketplace</strong> e <strong>brand</strong> che sono entrati nel mondo del re-commerce, raggiungendo anche importanti livelli di successo.</p>
<p>Per esempio <strong>Decathlon</strong> che, nel 2022 in Belgio, ha realizzato l&#8217;iniziativa &#8220;<strong>Nolhtaced</strong>&#8220;, invertendo temporaneamente l&#8217;ordine delle lettere del suo nome sulla insegna di 3 store (Everre, Gent e Namur), sul sito web aziendale e sui social media. Tra i prodotti di seconda mano più popolari sono risultati: biciclette per adulti e bambini, attrezzature per il fitness, scarpe e abbigliamento sportivo. L’azienda francese ha puntato su tale modello di business per incoraggiare il riutilizzo dei suoi prodotti e aumentare il potere d’acquisto dei clienti. In aggiunta a questa iniziativa va segnalato anche il noleggio di prodotti sportivi tramite abbonamento (attivo anche in Italia), servizio che rientra a pieno titolo nell’approccio dell’azienda di “<em>ridurre l’impatto sul nostro ambiente ed evitare sprechi. La gamma di prodotti di seconda mano di Decathlon consentirà inoltre ai consumatori meno fortunati di acquistare attrezzature sportive di qualità a un prezzo inferiore</em>” (tratto da un comunicato stampa di Decathlon Belgio).</p>
<p>Tra gli altri esempi abbiamo <strong>Levi’s</strong>, che gestisce la vendita degli articoli usati tramite una propria piattaforma digitale dedicata (www.secondhand.levi.com). Gli utenti mettono in vendita i loro capi d&#8217;abbigliamento di seconda mano con il marchio Levi&#8217;s, ricevono un credito da utilizzare per l&#8217;acquisto di nuovi indumenti, e così gli articoli usati vengono reintrodotti sul mercato.</p>
<p>Anche <strong>Back Market</strong> è un’attività di “re-commerce”. Questo sito offre ai consumatori la possibilità di acquistare dispositivi elettronici, come smartphone, tablet, computer, elettrodomestici e altro, a prezzi vantaggiosi e con una garanzia di qualità e sicurezza. In questo modo, contribuisce alla sostenibilità ambientale, riducendo lo spreco di risorse e la produzione di rifiuti. Back Market è un esempio di re-commerce B2C (business to consumer), in cui i venditori sono aziende specializzate nel recupero e nel rinnovo dei prodotti, così come lo è anche Rebuy.</p>
<p>In questa lista non può mancare la sezione dedicata all’abbigliamento di seconda mano dello store <strong>Zalando</strong>, dove è possibile trovare &#8220;<em>l&#8217;usato come piace a te, […] veri tesori per dare agli abiti una seconda vita, […] il modo più semplice di portare il tuo guardaroba al livello successivo pensando all&#8217;ambiente</em>&#8221; (fonte: www.zalando.it/pre-owned-home/).</p>
<p><strong>Aggiornamento del 14/12/2023</strong>: Il brand spagnolo <strong>Zara</strong> ha lanciato, anche in Italia, la sua piattaforma pre-owned da pochi giorni. Sul sito web si legge: <em>&#8220;Una delle sfide del settore tessile è quella di allungare la vita utile dei capi. Con questo obiettivo abbiamo creato pre-owned, una piattaforma per aiutarti ad allungare la vita utile dei tuoi capi Zara. Nell&#8217;ambito del nostro impegno a favore di un modello più sostenibile, questa iniziativa ti consente di riparare, rivendere o consegnare i tuoi indumenti usati a favore di organizzazioni senza scopo di lucro. Si tratta di un&#8217;azione che rientra nell’ambito del nostro impegno per fare passi avanti verso un modello più circolare che riguardi tutte le fasi della nostra attività, dalla progettazione del prodotto alla logistica e ai negozi&#8221;</em> (fonte: https://www.zara.com/it/it/preowned-about-mkt5795.html).</p>
<p>Per completare la panoramica, ci sono altri esempi come <strong>Vinted</strong> che si presenta sul proprio sito così: “<em>Una community, migliaia di brand e tanti articoli pre-loved con stile da vendere</em>”. Si tratta di una piattaforma <strong>e-commerce C2C</strong> (consumer to consumer) per facilitare la compravendita e lo scambio di oggetti vari di seconda mano come abbigliamento, scarpe e accessori, oggettistica per la casa e prodotti per animali. Un&#8217;altra piattaforma C2C, in cui i venditori sono privati che mettono in vendita i propri oggetti usati è &#8211; ovviamente &#8211; <strong>eBay</strong>.</p>
<h3><a id="dc5"></a>Come implementare una strategia di re-commerce</h3>
<p>1. <strong>Valutazione della fattibilità, delle risorse e del mercato</strong>: La prima fase consiste nell&#8217;analizzare attentamente le risorse che hai a disposizione e comprendere il mercato dei prodotti usati nel tuo settore. Devi esaminare il tuo inventario di prodotti usati o fuori stagione, valutare se è adeguato a un mercato second hand. Inoltre è fondamentale identificare i competitor presenti nel mercato del re-commerce.</p>
<p>2. <strong>Sviluppo della strategia di re-commerce</strong>: senza una <a href="https://www.lucapropato.com/blog/marketing-strategico-operativo.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>pianificazione strategica</strong></a> in grado di guidarti nel compiere questo passo, rischi di navigare in acque poco sicure. Per questo definisci una strategia precisa e chiara: valuta come far diventare il tuo brand un promotore della <strong>sostenibilità</strong> e della responsabilità sociale, identifica il pubblico interessato realmente ai tuoi prodotti di seconda mano, le modalità con cui gestirai il processo di ri-acquisto e vendita dei prodotti, etc. In questa fase studia quali possono essere le tattiche di comunicazione e promozione per valorizzare gli aspetti del tuo re-commerce come riduzione degli sprechi e uso efficiente delle risorse.</p>
<p>3. <strong>Creazione di una piattaforma di re-commerce o di un’area dedicata</strong>: Selezionare la giusta piattaforma digitale per ospitare il proprio re-commerce è un passo vitale. Potrebbe essere un’area dedicata all’interno del tuo sito web, un&#8217;app mobile specifica o l&#8217;integrazione con piattaforme di terze parti specializzate nel re-commerce.</p>
<p>4. <strong>Organizzazione e gestione dei processi</strong>: Implementare un sistema di gestione delle operazioni efficiente per garantire che i prodotti usati vengano catalogati accuratamente, puliti, ricondizionati e controllati prima della messa in vendita. La spedizione e la consegna devono essere, ovviamente, affidabili e tempestive. Devi inoltre definire politiche chiare per i resi e le garanzie sui prodotti usati. La chiarezza e la trasparenza in merito a queste politiche aiutano a instillare fiducia nei clienti.</p>
<p>5. <strong>Assistenza specifica e ascolto della clientela</strong>: Sviluppa il customer care in modo che sia sempre rapido e dimostri le adeguate competenze per rispondere ai problemi e alle necessità dei clienti. <a href="https://www.lucapropato.com/blog/ascoltare.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Ascolta il feedback delle persone</strong></a> e apporta miglioramenti in base alle esigenze che emergono. L&#8217;interazione costante con essi ti consente di migliorare la reputazione del marchio e di mantenere un alto livello di soddisfazione della clientela.</p>
<p>6. <strong>Monitoraggio delle prestazioni</strong>: Utilizza metriche chiave di performance (<strong>KPI</strong>) per monitorare l&#8217;efficacia della strategia di re-commerce e ottimizzare in modo costante la tua piattaforma di vendita dell’usato. Queste KPI possono includere i <strong>tassi di conversione</strong>, la crescita delle vendite, la redditività, la soddisfazione dei clienti e la copertura mediatica.</p>
<p>7. <strong>Espansione e adattamento</strong>: Misurando il successo iniziale, puoi decidere se ampliare il tuo re-commerce includendo più categorie di prodotti o espandendoti in nuovi mercati geografici. È importante rimanere sempre flessibili e adattarsi alle mutevoli <a href="https://www.lucapropato.com/blog/bisogni-fondamentali.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>esigenze dei clienti</strong></a> e del mercato.</p>
<h3><a id="dc6"></a>Conclusioni</h3>
<p>In un mondo in cui la sostenibilità e la responsabilità sociale diventano sempre più importanti, il re-commerce è destinato a svolgere un ruolo chiave nel futuro dell&#8217;e-commerce. Chi è disposto a sfruttare questa opportunità potrebbe vedere crescere il proprio business, rafforzare la propria <strong><a href="https://www.lucapropato.com/blog/fiducia-brand.html" target="_blank" rel="noopener">brand reputation</a></strong> e contribuire allo sviluppo di un&#8217;economia più sostenibile.</p>
<blockquote><p>Per rafforzare il brand del tuo e-commerce e sviluppare strategie di crescita innovative ed efficaci, <strong><a href="https://www.lucapropato.com/contatti" target="_blank" rel="noopener">contattami subito</a></strong> per una <strong>consulenza</strong> o un percorso di <strong>formazione</strong>.</p></blockquote>
<p><strong>Glossario:</strong> <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/e-commerce">E-commerce</a>, <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/economia-circolare">Economia circolare</a>, <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/trend">Trend</a>, <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/marketplace">Marketplace</a>, <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/web">Web</a>, <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/feedback-loop">Feedback</a>, <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/monitoraggio-tracking">Monitoraggio</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lucapropato.com/blog/re-commerce.html">Che cos&#8217;è il Re-Commerce e vantaggi per gli e-commerce</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.lucapropato.com">G. Luca Propato</a>.</p>
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		<title>Marketing Strategico e Marketing Operativo: che cosa sono e differenze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[G. Luca Propato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Sep 2023 15:14:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Human Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un panorama aziendale in costante evoluzione e carico di sfide sempre più impegnative, comprendere bene le differenze &#8211; non...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lucapropato.com/blog/marketing-strategico-operativo.html">Marketing Strategico e Marketing Operativo: che cosa sono e differenze</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.lucapropato.com">G. Luca Propato</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In un panorama aziendale in costante evoluzione e carico di sfide sempre più impegnative, comprendere bene le differenze &#8211; non solo linguistiche &#8211; tra termini come <strong>marketing strategico</strong> e <strong>marketing operativo</strong>, è di vitale importanza.</p>
<p>Queste due discipline, sebbene spesso considerate un tutt’uno, svolgono ruoli distinti all&#8217;interno della <a href="https://www.lucapropato.com/consulenza" target="_blank" rel="noopener"><strong>consulenza di marketing</strong></a> per le imprese. È bene sapere <strong>che cosa sono</strong>, riconoscere le loro <strong>diversità</strong> e come si integrano nel contesto più ampio delle attività di <strong>crescita aziendale</strong> e <strong>sviluppo imprenditoriale.</strong></p>
<p>In questo articolo spiego in che cosa consistono il <em>marketing strategico</em> e quello <em>operativo</em>, in maniera semplificata (<em>i miei colleghi più pignoli mi perdoneranno</em>) ma non superficiale, al fine di rendere comprensibili i concetti anche ai meno esperti.</p>
<p><span id="more-18904"></span></p>
<h2>Che cosa è il marketing strategico?</h2>
<p>Il <strong>Marketing Strategico</strong> è come la bussola che guida una nave attraverso un vasto oceano. Rappresenta la fase iniziale in cui le aziende definiscono la loro direzione a medio-lungo termine.</p>
<p>Questa fase comprende l&#8217;analisi approfondita di mercato, la segmentazione del pubblico target, il posizionamento di mercato e la definizione degli obiettivi principali. Si tratta di una <strong>visione a medio-lungo termine</strong> che mira a stabilire una solida base per le future attività di marketing.</p>
<p>Nel mio <a href="https://www.lucapropato.com/blog/introduzione-metodo-human-marketing.html" target="_blank" rel="noopener">Metodo Human Marketing</a>, quest&#8217;area di intervento include (in maniera sintetica):</p>
<p>1. <strong>Ascolta</strong>, con l&#8217;Analisi dell&#8217;Ecosistema Interno, dell&#8217;Ecosistema Esterno e dei <a href="https://www.lucapropato.com/blog/ascoltare.html" target="_blank" rel="noopener">Competitor</a>;</p>
<p>2. <strong>Definisci</strong>, con il profiling delle <a href="https://www.lucapropato.com/blog/target-vs-personas.html" target="_blank" rel="noopener">Personas</a>, l&#8217;<a href="https://www.lucapropato.com/blog/brand-marketing.html" target="_blank" rel="noopener">Identità</a> e gli Obiettivi Strategici;</p>
<p>3. <strong>Pianifica</strong>, in cui si vanno a definire le Strategie di Crescita.</p>
<p>Tuttavia in questo articolo mi focalizzo su alcuni <strong>punti chiave</strong> &#8211; più generici &#8211; da esplorare nel Marketing Strategico, dedicando spazio al mio <a href="https://www.lucapropato.com/blog/metodo-scientifico-marketing-strategico.html" target="_blank" rel="noopener">metodo scientifico</a> in altri articoli più verticali, oppure <a href="https://www.lucapropato.com/formazione" target="_blank" rel="noopener">corsi</a> e <a href="https://www.lucapropato.com/consulenza" target="_blank" rel="noopener">consulenze</a>:</p>
<p><strong>• Analisi di mercato</strong>: L&#8217;inizio del percorso strategico coinvolge un&#8217;analisi approfondita del mercato in cui l&#8217;azienda opera. Questa fase comporta la raccolta di dati sul settore, sul comportamento dei consumatori e sulle tendenze emergenti. L&#8217;obiettivo è ottenere una panoramica completa del mercato e identificare opportunità e sfide.</p>
<p><strong>• Segmentazione e targeting</strong>: Un passaggio critico è la suddivisione del mercato in segmenti omogenei, come demografici, geografici, psicografici e tecnografici. Una volta segmentato il mercato, si seleziona il target principale, ovvero il gruppo di clienti più promettente.</p>
<p><strong>• Posizionamento di mercato</strong>: Qui si decide come l&#8217;azienda desidera essere vista rispetto ai concorrenti. Questo può comportare il posizionamento del brand in termini di qualità, prezzo, innovazione o altri attributi rilevanti.</p>
<p><strong>• Definizione degli obiettivi</strong>: Gli obiettivi di marketing a lungo termine vengono stabiliti in questa fase. Ad esempio, un&#8217;azienda potrebbe fissare l&#8217;obiettivo di diventare leader di mercato nel prossimo decennio.</p>
<p><strong>• Sviluppo della strategia</strong>: Infine, il marketing strategico si conclude con lo sviluppo di una strategia di marketing dettagliata che definisce le tattiche e le attività necessarie per raggiungere gli obiettivi a lungo termine.</p>
<h2>Marketing Strategico: esempi</h2>
<p><strong>Esempio 1: Identificazione di una nuova opportunità di mercato da parte di un&#8217;azienda di prodotti per la cura della pelle</strong></p>
<p>Immagina un&#8217;azienda leader nella produzione di prodotti per la cura della pelle che sta cercando di espandersi e rimanere competitiva in un mercato in continua evoluzione. Nel quadro del marketing strategico, l&#8217;azienda decide di intraprendere un&#8217;analisi approfondita del mercato per individuare una nuova opportunità che le consenta di differenziarsi.</p>
<p>Per iniziare, l&#8217;azienda raccoglie dati demografici e di mercato dettagliati e sottopone a un&#8217;analisi accurata le tendenze emergenti nel settore della cura della pelle. Durante questa fase di ricerca, emergono dati che indicano una crescente domanda da parte dei consumatori per prodotti per la cura della pelle naturali e biologici. Questa tendenza è supportata da un aumento generale della consapevolezza riguardo agli ingredienti utilizzati nei prodotti per la cura della pelle e una maggiore preoccupazione per la sostenibilità ambientale e la salute personale.</p>
<p>Incoraggiata da questi dati, l&#8217;azienda decide di fare una mossa audace e strategica. Si impegna in un processo di ricerca e sviluppo mirato per creare una nuova linea di prodotti per la cura della pelle completamente biologica, priva di sostanze chimiche nocive e sperimentata in modo etico. Questa decisione implica un cambiamento significativo nella direzione aziendale e richiede un considerevole investimento in risorse umane, ricerca e sviluppo e produzione.</p>
<p>La fase successiva del marketing strategico propone la definizione di una strategia di posizionamento e di comunicazione chiara per questa nuova linea di prodotti biologici. Questo include la creazione di una <a href="https://www.lucapropato.com/blog/storytelling-aziendale.html" target="_blank" rel="noopener">storia di marca</a> che mette in evidenza i principi di sostenibilità, salute e qualità dei prodotti. Inoltre, l&#8217;azienda sviluppa una strategia di pricing mirata per posizionare i prodotti biologici in un segmento di mercato premium.</p>
<p>L&#8217;azienda lancia quindi la nuova linea di prodotti sul mercato e pianifica di promuoverla attraverso una campagna che sottolinea la loro natura biologica, gli ingredienti naturali e i benefici per la pelle. Questo approccio strategico si traduce in una forte presenza sui social media, partnership con influencer del settore della bellezza e partecipazione a fiere commerciali specializzate.</p>
<p>Grazie al marketing strategico, l&#8217;azienda riesce a capitalizzare sull&#8217;opportunità di mercato identificata, soddisfare le esigenze dei consumatori e ottenere una posizione di leadership nel settore dei prodotti per la cura della pelle naturali e biologici. Questo esempio mostra come il marketing strategico possa guidare una trasformazione aziendale di successo, consentendo all&#8217;azienda di rimanere rilevante e competitiva nel mondo sempre mutevole del mercato della bellezza.</p>
<p><strong>Esempio 2: Segmentazione del mercato da parte di un&#8217;azienda che produce auto elettriche</strong></p>
<p>Immagina un&#8217;azienda automobilistica specializzata nella produzione di veicoli elettrici che desidera espandersi sul mercato. Per raggiungere questo obiettivo, l&#8217;azienda inizia con una strategia di marketing strategico. Innanzitutto, l&#8217;azienda raccoglie una vasta quantità di dati demografici, psicografici e comportamentali relativi ai potenziali consumatori. Questa analisi dettagliata rivela un&#8217;opportunità interessante: un crescente interesse verso la sostenibilità tra i consumatori urbani.</p>
<p>A questo punto, l&#8217;azienda passa alla pianificazione. Sviluppa una strategia su misura per catturare questo segmento di mercato in crescita. Questo significa adattare il messaggio di marketing e i canali di distribuzione per soddisfare le specifiche esigenze e preferenze di questo gruppo di consumatori.</p>
<p>La strategia potrebbe proporre la creazione di annunci pubblicitari che enfatizzano l&#8217;ecosostenibilità dei veicoli elettrici e il loro contributo alla riduzione dell&#8217;inquinamento atmosferico nelle città. Inoltre, l&#8217;azienda potrebbe concentrarsi sulla distribuzione dei veicoli elettrici attraverso concessionari in zone urbane e posizionare stazioni di ricarica rapide in luoghi chiave delle città per garantire la convenienza per i clienti.</p>
<p>In questo modo, l&#8217;azienda &#8211; grazie a una buona pianificazione strategica &#8211; potrebbe riuscire ad adattare la sua offerta al mercato, identificando un segmento promettente e creando una strategia mirata per soddisfare le esigenze e i desideri dei consumatori urbani interessati alla sostenibilità.</p>
<h2>Che cosa è il marketing operativo?</h2>
<p>D&#8217;altra parte, se la parte strategica è una bussola, il <strong>Marketing Operativo</strong> è come il motore della nave, responsabile dell&#8217;effettiva esecuzione delle strategie delineate nella fase strategica. Questa fase si concentra sull&#8217;attuazione pratica delle strategie per raggiungere obiettivi a breve termine.</p>
<p>Nel <strong>Metodo Human Marketing</strong>, quest&#8217;area prosegue i 3 punti indicati prima e include (sinteticamente):</p>
<p>4. <strong>Agisci</strong>, che riguarda l&#8217;attuazione di tattiche ed esperimenti (attività chiave in grado di favorire l&#8217;ottimizzazione dei processi aziendali, migliorare prodotti e servizi, accelerare la crescita aziendale, etc.);</p>
<p>5. <strong>Misura</strong>, cioè la fondamentale attività di monitoraggio e ottimizzazione.</p>
<p>A livello più generico, alcuni dei <strong>punti principali</strong> da considerare nel Marketing Operativo sono:</p>
<p><strong>• Promozione e pubblicità</strong>: Una parte significativa del marketing operativo riguarda la promozione del marchio, dei prodotti o dei servizi attraverso vari canali. Questo può includere pubblicità online, campagne social media, annunci televisivi e molto altro.</p>
<p><strong>• Gestione dei canali di distribuzione</strong>: Il marketing operativo assicura che i prodotti o i servizi dell&#8217;azienda siano disponibili dove e quando i clienti li cercano. Questo potrebbe comportare la gestione di una rete di negozi fisici o l&#8217;ottimizzazione di un negozio online.</p>
<p><strong>• Monitoraggio delle prestazioni</strong>: Per garantire che le attività di marketing siano efficaci, è fondamentale il monitoraggio costante delle metriche di marketing. Ciò può includere l&#8217;analisi dei tassi di conversione, delle visite al sito web, dei click sugli annunci e altro.</p>
<p><strong>• Adattamento alle variazioni del mercato</strong>: Il marketing operativo deve essere flessibile e adattabile alle variazioni delle condizioni di mercato. Questo potrebbe significare modificare le strategie pubblicitarie o aggiornare le offerte in base alle esigenze dei clienti o ai cambiamenti nella concorrenza.</p>
<h2>Marketing Operativo: esempi</h2>
<p><strong>Esempio 1: Implementazione di una campagna di marketing operativo per la nuova linea di prodotti biologici per la cura della pelle</strong></p>
<p>Dopo aver sviluppato con successo la nuova linea di prodotti per la cura della pelle biologici nella precedente fase (<em>vedi esempio 1 di marketing strategico</em>), l&#8217;azienda passa alla fase di marketing operativo per promuovere efficacemente questi prodotti sul mercato.</p>
<p>In questa fase, l&#8217;azienda pianifica e attua una serie di attività specifiche per garantire il successo della nuova linea di prodotti. La strategia di marketing operativo si concentra sull&#8217;esecuzione pratica delle azioni necessarie per raggiungere gli obiettivi stabiliti nel quadro del marketing strategico.</p>
<p><strong>Definizione degli obiettivi tattici</strong>: L&#8217;azienda stabilisce obiettivi chiari per la nuova linea di prodotti biologici, tra cui la quota di mercato da conquistare, le vendite previste e l&#8217;incremento della consapevolezza del marchio.</p>
<p><strong>Sviluppo di materiali promozionali</strong>: Nella fase operativa, l&#8217;azienda crea materiali promozionali specifici per i prodotti biologici, tra cui brochure, cataloghi, volantini e pubblicità online. Questi materiali evidenziano gli ingredienti naturali, i benefici per la pelle e l&#8217;impegno verso la sostenibilità.</p>
<p><strong>Gestione della campagna pubblicitaria</strong>: L&#8217;azienda pianifica e gestisce una campagna pubblicitaria mirata sui principali canali di comunicazione. Questa campagna comprende annunci online, pubblicità televisive e radiofoniche, nonché inserzioni su riviste di settore. L&#8217;obiettivo è catturare l&#8217;attenzione del pubblico e comunicare i vantaggi distintivi dei prodotti biologici.</p>
<p><strong>Utilizzo dei social media e dell&#8217;influencer marketing</strong>: Nel contesto operativo, l&#8217;azienda sfrutta i social media per coinvolgere direttamente i consumatori. Collabora anche con influencer del settore della bellezza che condividono la filosofia di prodotti naturali ed ecologici. Gli influencer promuovono la nuova linea attraverso recensioni, tutorial e testimonianze personali.</p>
<p><strong>Partecipazione a eventi e fiere di bellezza</strong>: Per aumentare la visibilità della nuova linea, l&#8217;azienda partecipa a fiere di bellezza e eventi del settore, presentando i propri prodotti biologici e stabilendo connessioni con potenziali clienti e partner commerciali.</p>
<p><strong>Monitoraggio e ottimizzazione</strong>: Nel marketing operativo, è essenziale monitorare costantemente le prestazioni delle attività di marketing. L&#8217;azienda utilizza analisi di dati e feedback dei consumatori per apportare miglioramenti continui alla strategia di marketing, adattandola alle esigenze in evoluzione del mercato.</p>
<p><strong>Risultato operativo</strong>: Grazie alla corretta implementazione delle attività di marketing operativo, l&#8217;azienda registra un aumento significativo delle vendite della nuova linea di prodotti per la cura della pelle biologici. La campagna promozionale ha permesso di catturare l&#8217;attenzione dei consumatori interessati alla sostenibilità e alla cura della pelle naturale, traducendosi in un notevole successo commerciale.</p>
<p>Questo esempio illustra come il marketing operativo metta in pratica la strategia di marketing strategico precedentemente definita.</p>
<p><strong>Esempio 2: Lancio di una campagna pubblicitaria per veicoli elettrici</strong></p>
<p>Dopo aver identificato il segmento di mercato dei consumatori urbani interessati alla sostenibilità grazie al marketing strategico (<em>vedi esempio 2 di marketing strategico</em>), l&#8217;azienda automobilistica passa alla fase operativa per lanciare una campagna pubblicitaria efficace e raggiungere questo pubblico specifico.</p>
<p><strong>Definizione degli obiettivi</strong>: In questa fase, l&#8217;azienda stabilisce obiettivi operativi chiari, come il numero di veicoli elettrici da vendere e la quota di mercato da conquistare entro un periodo specifico.</p>
<p><strong>Sviluppo di materiali pubblicitari</strong>: L&#8217;azienda crea materiali pubblicitari adatti al segmento di mercato identificato. Questi materiali includono annunci pubblicitari per TV, radio, stampa e pubblicità online. L&#8217;obiettivo è trasmettere il messaggio chiave di sostenibilità e convenienza dei veicoli elettrici.</p>
<p><strong>Selezione dei canali di comunicazione</strong>: Nel contesto operativo, l&#8217;azienda decide su quali canali di comunicazione distribuire gli annunci pubblicitari. Potrebbe concentrarsi su canali online come i social media e siti web dedicati alla sostenibilità, oltre a programmi radiofonici e TV con un pubblico urbano.</p>
<p><strong>Calendario della campagna</strong>: L&#8217;azienda stabilisce un calendario dettagliato per la campagna pubblicitaria, determinando quando e dove verranno trasmessi gli annunci e pianificando eventi di lancio in città chiave.</p>
<p><strong>Utilizzo di influencer e ambassador</strong>: Nella fase operativa, l&#8217;azienda collabora con influencer e ambassador noti per la loro sostenibilità e interesse per i veicoli elettrici. Questi partner aiutano a promuovere la campagna attraverso testimonianze personali e recensioni sui propri canali di comunicazione.</p>
<p><strong>Misurazione delle prestazioni</strong>: È fondamentale monitorare costantemente le prestazioni della campagna. L&#8217;azienda utilizza metriche come il numero di lead generati, le vendite effettive e l&#8217;aumento della consapevolezza del marchio per valutare il successo della strategia operativa.</p>
<p><strong>Risultato operativo</strong>: Grazie a una pianificazione e un&#8217;attuazione operative efficaci, l&#8217;azienda registra un aumento significativo delle vendite di veicoli elettrici tra i consumatori urbani interessati alla sostenibilità. La campagna pubblicitaria riesce a catturare l&#8217;attenzione del pubblico e a comunicare in modo convincente i vantaggi dei veicoli elettrici.</p>
<p>Questo secondo esempio illustra come il marketing operativo traduca la strategia di marketing strategico in azioni concrete e misurabili. La campagna pubblicitaria mirata è essenziale per raggiungere gli obiettivi stabiliti nella fase strategica e per posizionare l&#8217;azienda in modo efficace nel mercato dei veicoli elettrici.</p>
<h2>Differenze tra marketing strategico e marketing operativo</h2>
<p>Il marketing strategico (<em>bussola</em>) stabilisce la direzione a medio-lungo termine, gli obiettivi e la strategia generale, mentre il marketing operativo (<em>motore</em>) si concentra sull&#8217;implementazione pratica e sul raggiungimento degli obiettivi a breve termine. Entrambe queste fasi sono fondamentali per il successo complessivo delle attività di marketing di un&#8217;azienda, e la loro integrazione corretta può portare a risultati sorprendenti nel mondo sempre mutevole del marketing e del business.</p>
<p>Ricorda infine che, soprattutto nel <strong>marketing digitale</strong>, le attività di marketing strategico e operativo <strong>si adattano costantemente nel tempo</strong>, tenendo conto dei cambiamenti nell&#8217;ambiente esterno e nelle risorse interne. Fluidità, sperimentazioni rapide, brevi e sostenibili: oggi non è possibile realizzare un piano efficace e credibile che preveda subito 12 mesi di attività &#8220;fisse&#8221;.</p>
<blockquote><p><strong>Per approfondire e applicare efficacemente marketing strategico e marketing operativo per innovare processi imprenditoriali, migliorare prodotti e servizi, vendere meglio online grazie alla mia metodologia, <a href="https://www.lucapropato.com/contatti" target="_blank" rel="noopener">contattami per una consulenza o un corso</a>.</strong></p></blockquote>
<p><strong>Glossario:</strong> <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/target">Target</a>, <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/trend">Tendenza</a>, <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/influencer">Influencer</a>, <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/monitoraggio-tracking">Monitoraggio</a>, <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/pubblicita">Pubblicità</a>, <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/web">Web</a>, <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/influencer-marketing">Influencer marketing</a>, <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/feedback-loop">Feedback</a></p>
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		<title>Human Marketing per e-commerce: creare relazioni di valore e vendere meglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[G. Luca Propato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2023 14:54:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Human Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;e-commerce ha rivoluzionato il modo in cui facciamo shopping, ma c&#8217;è qualcosa che non dovrebbe mai cambiare: la natura delle...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lucapropato.com/blog/human-marketing-ecommerce-relazioni.html">Human Marketing per e-commerce: creare relazioni di valore e vendere meglio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.lucapropato.com">G. Luca Propato</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>e-commerce</strong> ha rivoluzionato il modo in cui facciamo shopping, ma c&#8217;è qualcosa che non dovrebbe mai cambiare: <a href="https://www.lucapropato.com/blog/aziende-human-marketing.html" target="_blank" rel="noopener">la natura delle relazioni umane</a>. Anche nel vasto mondo dell&#8217;e-commerce un Metodo come lo <a href="https://www.lucapropato.com/blog/introduzione-metodo-human-marketing.html" target="_blank" rel="noopener">Human Marketing</a> è più rilevante che mai: le <strong>connessioni tra persone</strong> sono la moneta più preziosa e il mio approccio alla <strong>consulenza</strong>, alla <strong>formazione</strong> e alla <strong>divulgazione di cultura digitale</strong> è tutto incentrato su di esse.</p>
<p>Per cui chiudi gli occhi, svesti i panni dell&#8217;imprenditore e indossa quelli dell&#8217;acquirente. Ora immagina di visitare uno store online di articoli sportivi. Non sei un semplice cliente; sei un avventuriero in cerca di un&#8217;<strong>esperienza eccezionale</strong>. Non cerchi solo un prodotto, ma una <strong>soluzione</strong> ai tuoi sogni sportivi. Ed è qui che lo Human Marketing entra in scena, trasformando la fredda transazione in una magica connessione umana.</p>
<p><span id="more-18037"></span></p>
<p>Per il marketing &#8211; quello ben fatto e di alto livello &#8211; i clienti non sono numeri ma <a href="https://www.lucapropato.com/blog/umanizzare-azienda.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>persone con sogni</strong></a>, speranze e sfide. E quando un&#8217;azienda abbraccia l&#8217;umanità dei suoi clienti, nascono relazioni autentiche esattamente come il venditore di un negozio fisico che chiede come stai, che ti conosce per nome e sa che cosa desideri per offrirti soddisfazione ai massimi livelli.</p>
<h2>Come trasformare il tuo e-commerce in uno strumento di legami costruttivi</h2>
<p><strong>1. Conosci i tuoi clienti</strong><br />
Nel mondo virtuale dell&#8217;e-commerce, è facile dimenticare che dietro ogni clic c&#8217;è una persona. La chiave del marketing è <a href="https://www.lucapropato.com/blog/target-vs-personas.html" target="_blank" rel="noopener">conoscere davvero i tuoi clienti</a>. Raccogli dati, analizza il comportamento degli utenti e crea profili dettagliati. Più conosci i tuoi clienti, più puoi personalizzare l&#8217;esperienza e offrire ciò di cui hanno bisogno.</p>
<p><strong>2. Comunica in modo autentico</strong><br />
Lo Human Marketing richiede autenticità nella comunicazione. Evita il linguaggio troppo formale e usa un tono più personale. Rispondi alle domande dei clienti in modo sincero e tempestivo. Lascia che la tua personalità aziendale risplenda attraverso il tuo sito web e i tuoi canali di comunicazione.</p>
<p><strong>3. Risolvi i problemi dei clienti</strong><br />
Uno dei principi fondamentali dello Human Marketing è risolvere i problemi dei clienti. Assicurati che il tuo e-commerce offra soluzioni reali per i bisogni dei clienti. Rispondi alle domande frequenti, fornisci guide utili, fai del servizio clienti una priorità assoluta e cerca sempre di semplificare il processo di acquisto. Quando risolvi i problemi dei tuoi clienti, crei una connessione di fiducia.</p>
<p><strong>4. Crea un&#8217;esperienza memorabile</strong><br />
Nel mondo dell&#8217;e-commerce, l&#8217;<a href="https://www.lucapropato.com/blog/customer-experience.html" target="_blank" rel="noopener">esperienza utente</a> è cruciale. Assicurati che il tuo sito web sia facile da navigare e che il processo di acquisto sia fluido. Aggiungi elementi che migliorano l&#8217;esperienza, come recensioni dei clienti, chat in tempo reale e suggerimenti personalizzati. Più è memorabile, più i clienti torneranno.</p>
<p><strong>5. Ascolta e ottimizza</strong><br />
Lo Human Marketing implica anche l&#8217;<a href="https://www.lucapropato.com/blog/ascoltare.html" target="_blank" rel="noopener">ascolto attivo</a>. Presta attenzione ai feedback dei clienti e usa questi input per apportare miglioramenti continui. Chiedi ai clienti cosa desiderano e cerca di ottimizzare il tuo e-commerce di conseguenza. Mostrare ai clienti che la loro voce è importante crea una connessione più forte.</p>
<p><strong>6. Concentrati nel costruire relazioni solide</strong><br />
Il marketing non riguarda solo la vendita di prodotti, ma la costruzione di relazioni durature. Offri programmi di fedeltà, sconti per clienti abituali e contenuti informativi che tengano i clienti interessati. Più a lungo una persona resta con te, più profonda diventa la connessione e le <strong>interazioni</strong> che ne derivano.</p>
<p>Ormai avrai compreso che il mondo dell&#8217;e-commerce è in continua evoluzione, ma una cosa rimane costante: <strong>l&#8217;importanza delle relazioni umane</strong>. Quando metti al centro i tuoi clienti, ascolti le loro esigenze e risolvi i loro problemi, stai costruendo non solo un business di successo, ma anche una comunità di fedeli sostenitori.</p>
<p>Ti invito da adesso a mettere in pratica il mindset Human Marketing nel tuo negozio digitale, oltre che in quello fisico, se ne possiedi uno. Inizia con piccoli passi, ascoltando i <strong>feedback</strong> dei tuoi clienti e <strong>personalizzando</strong> l&#8217;esperienza di acquisto.</p>
<p>Vedrai come, in poche settimane, cambieranno alcune dinamiche e come aumenterà la fedeltà dei clienti. Il tuo store online non è solo una piattaforma per effettuare transazioni commerciali, ma un&#8217;opportunità imperdibile per creare <strong>connessioni significative</strong> che potranno accompagnare la tua impresa per tanti anni.</p>
<p><strong>Ora è il momento di agire</strong>. Prendi ciò che hai scoperto nel mio blog, rendilo parte del DNA della tua azienda e applicalo al tuo e-commerce oggi stesso.</p>
<blockquote><p><strong>Per approfondire il Metodo Human Marketing applicato all’e-commerce, <a href="https://www.lucapropato.com/contatti" target="_blank" rel="noopener">contattami subito per una consulenza o un corso</a>.</strong></p></blockquote>
<p><strong>Glossario:</strong> <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/e-commerce">E-commerce</a>, <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/web">Web</a>, <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/feedback-loop">Feedback</a>, <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/blog">Blog</a></p>
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		<title>Umanizzare un’azienda: che significa, come fare e perché è importante</title>
		<link>https://www.lucapropato.com/blog/umanizzare-azienda.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[G. Luca Propato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Dec 2022 22:18:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Human Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Era il 2014 quando, nel mio blog e durante i miei corsi, ho iniziato a far conoscere lo Human Marketing...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lucapropato.com/blog/umanizzare-azienda.html">Umanizzare un’azienda: che significa, come fare e perché è importante</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.lucapropato.com">G. Luca Propato</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Era il 2014 quando, nel mio <a href="https://www.lucapropato.com/blog/aziende-human-marketing.html" target="_blank" rel="noopener">blog</a> e durante i miei <a href="https://www.lucapropato.com/eventi-workshop-corsi" target="_blank" rel="noopener">corsi</a>, ho iniziato a far conoscere lo <strong>Human Marketing</strong> e l’importanza di <strong>umanizzare aziende</strong> e <strong>brand</strong> per raggiungere risultati più concreti e durevoli.</p>
<p>Da allora sono passati più di 8 anni, oggi è un <strong>approccio di marketing</strong> maturo, condiviso e applicato anche da grandi esperti di marketing e da lungimiranti imprenditori. Ne sono molto felice, anche perché grazie a questo <a href="https://www.lucapropato.com/blog/introduzione-metodo-human-marketing.html" target="_blank" rel="noopener">Metodo</a> ho contribuito alla crescita di tanti imprenditori, professionisti e studenti.</p>
<p>Ma andiamo al dunque e concentriamoci sul tema dell&#8217;articolo: <strong>l’umanizzazione di un’azienda</strong>.</p>
<p>Quando parlo di <em>umanizzare un’azienda</em> intendo quel processo strategico, sociale, economico e tecnologico per farla diventare un <strong>ecosistema a misura di essere umano</strong>.</p>
<p>È un percorso basato sulla <strong>consapevolezza</strong> che l&#8217;azienda non è solo un&#8217;entità economica, ma soprattutto un&#8217;<strong>organizzazione formata da individui con bisogni, desideri e speranze</strong>.</p>
<p>È un’attività volta a rendere l&#8217;azienda più sensibile alle <strong>esigenze</strong> e ai <a href="https://www.lucapropato.com/blog/bisogni-fondamentali.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>bisogni</strong></a> dei propri collaboratori, dei clienti e della comunità in cui opera.</p>
<p><span id="more-17839"></span></p>
<p>Prima di continuare, tengo a fare una precisazione: evita di confonderti con l’<strong>umanizzazione di un <a href="https://www.lucapropato.com/blog/brand-marketing.html" target="_blank" rel="noopener">brand</a></strong>, che riguarda aspetti “meno tangibili” e legati alla sfera della identità, di cui ti parlerò in un prossimo articolo.</p>
<h2>Che cosa è un ecosistema aziendale a misura di essere umano?</h2>
<p>È un’organizzazione aziendale nella quale possiamo <strong>crescere</strong> come professionisti, ottenere gli strumenti per <strong>realizzarci</strong> come persone e <strong>avere tempo</strong> per una vita appagante al di fuori del lavoro, che spesso assorbe troppe ore della nostra giornata.</p>
<p>Anche quando non lavoriamo, il pensiero di “quel progetto” o il problema di “quel cliente” ci stressa e quando torniamo a casa siamo così stanchi da non avere voglia di fare nulla.</p>
<p><strong>Il lavoro &#8220;vecchio stile&#8221; tende a occupare tutto il nostro tempo</strong>, quello che dovremmo dedicare alla famiglia, agli amici, ai viaggi, allo sport, a leggere un libro o coltivare un hobby.</p>
<p>Un&#8217;azienda dovrebbe &#8211; anzi deve &#8211; essere un <strong>mezzo per migliorare la vita</strong> delle persone, ma spesso ciò non avviene.</p>
<p><strong>Quali sono le persone a cui dovrebbe migliorare la vita?</strong></p>
<p>Tutte quelle che vi ruotano attorno: dai fondatori, manager, collaboratori, dipendenti e fornitori fino ad arrivare ai clienti, che sono il fulcro al quale dedichiamo la maggior parte delle fasi di gestione e funzionamento aziendale.</p>
<p>Per questo, quando parlo di umanizzazione aziendale &#8211; oltre all’attenzione nei confronti delle persone &#8211; metto in primo piano anche <strong>l’innovazione e l’efficientamento tecnologico e digitale</strong> delle imprese.</p>
<p>Alla base di questo processo, infatti, c’è l’uomo che si avvale della tecnologia e del digitale per <strong>ottimizzare il proprio lavoro</strong> e <strong>liberare tempo</strong> per dedicarsi ad altro che non sia lavoro, ovviamente.</p>
<blockquote><p>Si lavora per vivere (meglio), non si vive per lavorare.</p></blockquote>
<p>Con questo approccio aiuto gli imprenditori a <strong>sfruttare al massimo tecnologia e digitale</strong> per mettere le “macchine” al servizio delle persone, affinché possano dedicarsi ad attività che le rendono felici e serene, che danno <strong>senso alla loro vita</strong>.</p>
<p>Usare la tecnologia nel modo giusto, infatti, <strong>non snatura gli esseri umani</strong> ma, al contrario, <strong>semplifica</strong> e <strong>automatizza</strong> i processi lavorativi, <strong>diminuisce lo stress</strong> e <strong>restituisce spazio</strong> per recuperare energie, essere più forti e creativi, per stare meglio con noi stessi e con gli altri.</p>
<p>Umanizzare un&#8217;azienda significa anche mostrare attenzione alla <strong>sostenibilità</strong> per minimizzare l’impatto negativo a livello ambientale ed economico e nel contempo massimizzare il contributo positivo nei confronti del mondo in cui viviamo.</p>
<p>Implica anche essere sensibili a temi come <strong>diversità</strong> e <strong>inclusione</strong>, per aumentare il contributo dell’impresa allo sviluppo sociale e favorire una società civile in cui l’uguaglianza sia un diritto garantito a tutti.</p>
<p>Infatti, umanizzare un’azienda, significa <strong>permettere alle persone di essere se stesse</strong> all&#8217;interno degli ambienti di lavoro e di <a href="https://www.lucapropato.com/blog/lavorare-senza-paura.html" target="_blank" rel="noopener">esprimersi liberamente</a>, senza dover adottare comportamenti o atteggiamenti imposti dai vertici aziendali, spesso poco chiari e non supportati da validi motivi.</p>
<p>In questo modo, i collaboratori possono sentirsi più a loro agio e più motivati a lavorare, e <strong>l&#8217;azienda può trarre beneficio</strong> da una maggiore diversità di pensiero e di punti di vista.</p>
<p><strong>Le persone danno il massimo in un ambiente di lavoro inclusivo e rispettoso</strong>, dove tutti i collaboratori possono sentirsi accettati e valorizzati indipendentemente dalle loro caratteristiche personali, come ad esempio l&#8217;età, il genere, l&#8217;orientamento sessuale o le credenze religiose e dove vengono offerte pari opportunità di crescita e di sviluppo professionale.</p>
<blockquote><p>Per approfondire, leggi <a href="https://www.lucapropato.com/blog/essere-leader-efficace.html" target="_blank" rel="noopener">Come essere un leader efficace e un buon manager: leadership e intelligenza emotiva</a>.</p></blockquote>
<h2>Perché è importante umanizzare un’azienda?</h2>
<p>In parte l’ho già spiegato nei precedenti paragrafi, per prima cosa aumentare la motivazione e la soddisfazione dei dipendenti si traduce in una <a href="https://www.lucapropato.com/blog/come-essere-produttivi.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>maggiore produttività</strong></a> e <strong>qualità del lavoro</strong>.</p>
<p>Ma c’è molto altro.</p>
<p>L’umanizzazione di un&#8217;azienda è importante perché oltre a creare un ambiente lavorativo stimolante, permette di costruire una <strong>reputazione aziendale</strong> basata sulla trasparenza, la lealtà e il rispetto per le persone.</p>
<p>Un’impresa che si preoccupa dei propri dipendenti e dell&#8217;impatto sul mondo della propria attività, è percepita in modo positivo dai clienti e dalla società in generale, e questo può aumentare la sua <a href="https://www.lucapropato.com/blog/come-creare-brand.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>autorevolezza</strong></a> e attrarre nuovi clienti.</p>
<p>Questo si collega strettamente alla <em>umanizzazione del brand</em>, al fine di creare una <strong>identità aziendale coerente</strong> rispetto a ciò che fa e come si presenta agli occhi del proprio pubblico.</p>
<p>Inoltre, un’impresa che funziona è un <strong>luogo in cui le persone stanno bene e desiderano far stare bene i propri clienti</strong>.</p>
<p>Certamente occorrono <strong>tempo</strong> e <strong>pazienza</strong>, ma tutto questo è importante perché favorisce attività di <a href="https://www.lucapropato.com/blog/metodo-scientifico-marketing-strategico.html" target="_blank" rel="noopener">marketing</a> e <a href="https://www.lucapropato.com/blog/brand-purpose.html" target="_blank" rel="noopener">branding</a> molto più efficaci, perché partono dalle reali necessità delle persone dentro e fuori l’azienda, e permettono di comunicare in modo concreto il proprio valore al mondo, riuscendo così a dimostrare la propria unicità e lasciare indietro la concorrenza.</p>
<p>Ecco altri motivi per cui è importante:</p>
<p>• <strong>Aumenta la <a href="https://www.lucapropato.com/blog/clienti-giusti-vendere-meglio-aumentare-utili.html" target="_blank" rel="noopener">fedeltà dei clienti</a></strong>, perché offrendo un&#8217;esperienza di acquisto positiva e soddisfacente, sono più propensi a tornare a fare acquisti e a raccomandarla ad altri (<a href="https://www.lucapropato.com/blog/marketing-qualita.html" target="_blank" rel="noopener">passaparola</a>).</p>
<p>• <strong>Favorisce l&#8217;innovazione e la diversità di pensiero</strong>. Un ambiente di lavoro inclusivo e rispettoso, che permette ai dipendenti di essere se stessi e di esprimersi liberamente, favorisce la diversità di prospettive e di pensiero, e questo può portare a nuove idee e soluzioni innovative.</p>
<p>Potrei continuare a scrivere altre 10.000 parole per spiegarti i <strong>benefici</strong> di un percorso come questo, tuttavia sono certo che nei hai compreso l’importanza.</p>
<p>Quindi è il momento di comprendere come si fa a mettere in pratica tutto ciò.</p>
<h2>Come si umanizza un’azienda?</h2>
<p>L&#8217;umanizzazione di un&#8217;azienda può avvenire attraverso diverse azioni, come:</p>
<p>• il <strong>coinvolgimento dei dipendenti</strong> nella definizione di alcune strategie aziendali;<br />
• la <strong>valorizzazione dei punti di forza e delle competenze</strong> di ogni persona;<br />
• il <strong>rispetto costante dei diritti umani e lavorativi</strong>;<br />
• la <strong>promozione di iniziative</strong> socialmente responsabili e sostenibili.</p>
<p>Offrire un ambiente di lavoro positivo e soddisfacente per i dipendenti significa promuovere anche la <strong>salute e del benessere dei dipendenti</strong>, l&#8217;offerta di <strong>benefit</strong> come programmi di welfare aziendale, il <strong>sostegno all&#8217;istruzione</strong> e il <strong>supporto alla crescita</strong> personale e professionale.</p>
<p>Un&#8217;altra azione utile è favorire il <a href="https://www.lucapropato.com/blog/work-life-balance-digitale.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>work-life balance</strong></a>, dando l&#8217;opportunità ai dipendenti di trovare l&#8217;equilibrio tra vita lavorativa e privata, attraverso il telelavoro oppure con orari di lavoro flessibili. Soprattutto dopo la pandemia del 2020, questo equilibrio è diventato <strong>uno dei fattori più ricercati</strong> dai lavoratori italiani <sup>(1)</sup>.</p>
<p>Un’azienda “umana” può promuovere progetti di <strong>responsabilità sociale e ambientale</strong>. Ciò può includere l&#8217;adozione di <strong>pratiche sostenibili</strong> nella produzione e nella distribuzione dei prodotti, il sostegno a progetti di conservazione ambientale e di istruzione, e il contributo a <strong>iniziative di beneficenza</strong>.</p>
<p>Tutto questo si traduce, come abbiamo visto, in un&#8217;<strong><a href="https://www.lucapropato.com/blog/customer-experience.html" target="_blank" rel="noopener">esperienza di acquisto</a> piacevole e gratificante</strong> per i clienti. Perché un’azienda che funziona, oltre allo sviluppo di prodotti e servizi di alta utilità che soddisfano davvero le necessità del proprio mercato, riesce a offrire anche un servizio di <strong>assistenza</strong> e post-vendita efficace.</p>
<p>Ma se vuoi conoscere altri consigli e approfondire questo argomento in maniera pratica, leggi <a href="https://www.lucapropato.com/blog/dream-company.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Come trasformare la tua azienda in una Dream Company</strong></a> in cui condivido 10 punti concreti e immediatamente applicabili, tratti da una guida riservata ai miei migliori clienti, in cui spiego come umanizzare un’azienda e farla funzionare (quasi) come una Dream Company.</p>
<p>Per ora è tutto, non resta altro che metterti all’opera e <strong>iniziare a umanizzare la tua azienda</strong> (o aiutare qualcun altro a farlo con la propria attività).</p>
<p>Ad maiora!</p>
<blockquote><p><strong>• Divulga lo Human Marketing, condividi questa guida con i tuoi colleghi e amici.</strong></p>
<p><strong>• Passa ai fatti, <a href="https://www.lucapropato.com/contatti" target="_blank" rel="noopener">contattami</a> per una <a href="https://www.lucapropato.com/consulenza" target="_blank" rel="noopener">consulenza</a> e ti aiuterò a umanizzare la tua azienda.</strong></p>
<p><strong>• Apprendi il mio Metodo, <a href="https://www.lucapropato.com/formazione" target="_blank" rel="noopener">partecipa ai miei corsi o richiedi una formazione individuale</a>.</strong></p></blockquote>
<hr />
<p><sup>(1)</sup> Fonte: <a href="https://www.randstad.it/candidato/career-lab/news-lavoro/guida-su-come-raggiungere-lequilibrio-tra-vita-privata-e-lavoro-concretamente/" target="_blank" rel="nofollow">Randstad Employer Brand Research 2022</a></p>
<p><strong>Glossario:</strong> <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/engagement">Coinvolgimento</a></p>
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		<title>Come applicare il metodo scientifico al marketing strategico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[G. Luca Propato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2022 10:50:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Human Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avrai sicuramente sentito parlare spesso di metodo scientifico: in generale lo conosciamo come il processo con cui la scienza studia...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lucapropato.com/blog/metodo-scientifico-marketing-strategico.html">Come applicare il metodo scientifico al marketing strategico</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.lucapropato.com">G. Luca Propato</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Avrai sicuramente sentito parlare spesso di <strong>metodo scientifico</strong>: in generale lo conosciamo come il processo con cui la scienza studia i fenomeni naturali e le leggi che li governano, come la gravità o il movimento dei pianeti, per raggiungere la conoscenza dell&#8217;Universo in cui viviamo in maniera affidabile e verificabile.</p>
<p>Nel suo senso più ampio, il metodo scientifico può essere utilizzato come approccio per risolvere problemi (<strong>problem solving</strong>) attraverso un&#8217;analisi accurata e una comprensione profonda di come funzionano le cose che ci circondano.</p>
<p>È un approccio che <strong>si può applicare a molti campi e settori</strong>, inclusi la tecnologia, la medicina, il marketing e altri ancora.</p>
<p><span id="more-17738"></span></p>
<p>Nella <strong>tecnologia</strong>, è utile per sviluppare nuove tecnologie e per risolvere problemi tecnici.</p>
<p>Nella <strong>medicina</strong>, il metodo scientifico viene utilizzato per studiare le malattie e per sviluppare nuovi trattamenti.</p>
<p>In questo articolo mi concentrerò, soprattutto, su <strong>come il metodo scientifico si può applicare al <a href="https://www.lucapropato.com/blog/marketing-strategico-operativo.html" target="_blank" rel="noopener">marketing strategico</a></strong>, cioè nella pianificazione a lungo termine delle attività di marketing di un&#8217;azienda.</p>
<p>Nel marketing strategico, questo metodo è necessario per studiare i comportamenti dei consumatori, raccogliere dati sui clienti, sul mercato e sui concorrenti, e per formulare ipotesi su come il <a href="https://www.lucapropato.com/blog/brand-marketing.html" target="_blank" rel="noopener">brand</a> possa differenziarsi dai competitor e <a href="https://www.lucapropato.com/blog/bisogni-fondamentali.html" target="_blank" rel="noopener">soddisfare le esigenze dei clienti</a>, e testare le ipotesi attraverso campagne di marketing mirate.</p>
<p>Ad esempio, un&#8217;azienda potrebbe utilizzare questo processo per raccogliere dati sui clienti attraverso <strong>sondaggi</strong> o <strong>interviste</strong>, e utilizzare questi dati per formulare ipotesi su quali prodotti o servizi potrebbero essere più interessanti per il proprio <a href="https://www.lucapropato.com/blog/personas.html" target="_blank" rel="noopener">pubblico</a> e quali sono i canali più efficaci di promozione per un determinato <a href="https://www.lucapropato.com/blog/target-vs-personas.html" target="_blank" rel="noopener">target</a>.</p>
<p>Sempre la stessa azienda potrebbe testare le ipotesi con la <strong>sperimentazione</strong>, come per esempio due landing page con caratteristiche leggermente diverse, promosse tramite una campagna pubblicitaria (in poche parole, stiamo parlando di un A/B test) e analizzare i risultati per vedere quale ha funzionato meglio.</p>
<p>Ma questo è solo uno degli esempi più basilari, perché la sperimentazione nel marketing può andare ben oltre un A/B test, come faccio vedere durante i miei <a href="https://www.lucapropato.com/formazione" target="_blank" rel="noopener">corsi</a>.</p>
<p>Il metodo scientifico è necessario per il marketing perché permette di prendere decisioni basate su dati reali e di testare le ipotesi formulate <strong>prima di implementare strategie a lungo termine</strong>, evitando gli errori comuni che si verificano quando non si osserva la realtà in modo imparziale.</p>
<blockquote><p>Il <strong><a href="https://www.lucapropato.com/blog/introduzione-metodo-human-marketing.html" target="_blank" rel="noopener">Metodo Human Marketing</a></strong> è<strong> scientifico. </strong>Il mio team e io partiamo con l&#8217;analisi approfondita dei bisogni delle persone, seguendo un <strong><a href="https://www.lucapropato.com/blog/design-thinking.html" target="_blank" rel="noopener">approccio need-first</a></strong>, più efficace e concreto di quello idea-first.</p>
<p>Successivamente verifichiamo se &#8211; ad esempio &#8211; è il caso di sviluppare un nuovo prodotto o migliorarne uno esistente. Lo facciamo attraverso cicli di lavoro rapidi, noti come <strong>loop</strong> o iterazioni, per formulare delle <strong>ipotesi</strong>.</p>
<p>Durante questo processo, conduciamo <strong>esperimenti</strong>, raccogliamo <strong>dati</strong> (siamo guidati sempre dai numeri, seguendo un <strong>approccio data-driven</strong>) e convalidiamo le ipotesi iniziali.</p>
<p>Questo è solo una parte del percorso che seguiamo per aiutare i nostri clienti a sviluppare strategie di marketing, migliorare prodotti, innovare processi, vendere meglio.</p>
<p><strong><a href="https://www.lucapropato.com/contatti" target="_blank" rel="noopener">Contattami se vuoi apprendere e applicare anche tu questo metodo.</a></strong></p></blockquote>
<h2>Quali sono i passi per applicare il metodo scientifico al marketing strategico?</h2>
<p>I passi per <strong>applicare il metodo scientifico al marketing strategico</strong> sono simili a quelli utilizzati in altri campi, ovviamente con alcune specificità legate all&#8217;ambito del marketing.</p>
<p>In generale, i passi possono essere:</p>
<p>1. <strong>Identificazione del problema o dell&#8217;opportunità di crescita aziendale</strong>: individuare il problema o l&#8217;opportunità che si vuole risolvere o sfruttare. Ad esempio, l&#8217;azienda potrebbe voler aumentare le vendite, differenziarsi dai concorrenti o soddisfare meglio le esigenze dei clienti attraverso l&#8217;innovazione di un prodotto o l&#8217;intervento su alcuni touchpoint per migliorare la <a href="https://www.lucapropato.com/blog/customer-experience.html" target="_blank" rel="noopener">Customer Experience</a>. In questa fase occorre avere una <strong>Visione Olistica</strong> della criticità da superare, cercando di guardare l&#8217;azienda come un Sistema (<em>cosa che, effettivamente, è</em>) o della opportunità di <strong>innovazione</strong> e <strong>miglioramento</strong>.</p>
<blockquote><p>Senza dati sei solo un’altra persona con un’opinione. (W. Edwards Deming)</p></blockquote>
<p>2. <strong>Raccolta dei dati (Approccio Data &#8211; Driven)</strong>: raccogliere i dati osservabili relativi al problema o all&#8217;opportunità di crescita in questione. Ciò può includere la raccolta di dati qualitativi attraverso interviste o sondaggi con i clienti, o la raccolta di dati quantitativi attraverso l&#8217;analisi dei dati di vendita o dei trend del mercato.</p>
<p>3. <strong>Formulazione delle ipotesi</strong>: formulare un&#8217;ipotesi, cioè una spiegazione provvisoria del problema o dell&#8217;opportunità di marketing in base ai dati iniziali. Ad esempio, l&#8217;azienda potrebbe formulare l&#8217;ipotesi che lanciare un nuovo prodotto / servizio, oppure offrire una nuova promozione speciale, aumenterebbe le vendite. Grazie al <strong><a href="https://www.lucapropato.com/blog/pensiero-laterale-divergente.html" target="_blank" rel="noopener">pensiero laterale</a></strong>, per esempio, che è un processo mentale che si concentra sulla risoluzione dei problemi, sulla generazione di nuove idee, soluzioni originali e approcci non convenzionali, è possibile favorire la produzione di ipotesi da sottoporre alla successiva fase di sperimentazione.</p>
<blockquote><p><strong>Approfondimento:</strong> Quando si formulano ipotesi o si progettano esperimenti, il pensiero laterale può sicuramente portare a soluzioni più innovative. Ma il metodo scientifico richiede anche rigorosità, precisione e verifica empirica, che possono essere contrastanti con l&#8217;aspetto più libero e fantasioso dell&#8217;approccio creativo. Quindi, il pensiero laterale e il metodo scientifico possono essere struttati in modo sinergico, soprattutto nelle fasi iniziali di ricerca e ideazione di una soluzione a un problema. Tuttavia, è importante mantenere la disciplina e la verifica rigorosa del metodo scientifico quando si passa al momento della sperimentazione e alla verifica delle ipotesi.</p></blockquote>
<p>4. <strong>Sperimentazione</strong>: sperimentare per verificare l&#8217;ipotesi formulata. Ciò può includere la realizzazione di una campagna di marketing mirata per testare l&#8217;ipotesi, ad esempio sottoponendo a un pubblico ristretto un <a href="https://www.lucapropato.com/blog/pretotipi-prototipo-mvp.html" target="_blank" rel="noopener">pretotipo</a>, un prototipo o un MVP (Minimum Viable Product) del nuovo prodotto / servizio, oppure offrendo la nuova promozione a un gruppo di clienti selezionato e confrontando i risultati con quelli di un gruppo di controllo.</p>
<p>5. <strong>Analisi e valutazione dei dati</strong>: analizzare i dati ottenuti attraverso la sperimentazione per vedere se l&#8217;ipotesi è stata confermata o smentita. Ciò può includere la misurazione del successo della strategia di marketing in termini di conversioni, di coinvolgimento dei clienti o di altri indicatori chiave di prestazione (KPI). Se l&#8217;ipotesi è stata confermata, l&#8217;azienda può procedere con la strategia di marketing proposta; se è stata smentita, può tornare indietro ai passi precedenti o formulare una nuova ipotesi da testare.</p>
<p>6. <strong>Conclusioni, sintesi e diffusione dei risultati</strong>: sintetizzare i risultati ottenuti e diffonderli all&#8217;interno dell&#8217;azienda, in modo da condividere le lezioni apprese e utilizzarle per future strategie di marketing. Ciò può includere la creazione di report dettagliati o la presentazione dei risultati ai decision maker dell&#8217;azienda.</p>
<p>7. <strong>Best Practice e Consapevolezza</strong>: il metodo scientifico &#8211; anche quando siamo giunti alla fase finale &#8211; <strong>non è mai un ciclo completo</strong>, ma è un processo continuo di verifica e revisione delle teorie o delle <a href="https://www.lucapropato.com/blog/dream-company.html" target="_blank" rel="noopener">best practice</a> maturate. Le teorie o le leggi vengono sottoposte a nuovi test e vengono modificate o smentite in base ai risultati ottenuti per acquisire sempre più <strong>consapevolezza e competenze internamente all&#8217;azienda</strong>. Infine, i risultati ottenuti possono essere utilizzati per <strong>modificare</strong> o <strong>affinare</strong> costantemente le ipotesi o le strategie di marketing future.</p>
<p>Ti faccio notare che questi passi <strong>non sono una sequenza rigida</strong> e che il metodo scientifico va <strong>adattato alle esigenze specifiche</strong> del problema o dell&#8217;opportunità di marketing che si sta affrontando.</p>
<blockquote><p><em><strong>Per approfondire il metodo scientifico applicato al marketing strategico <a href="https://www.lucapropato.com/contatti" target="_blank" rel="noopener">contattami subito</a> per una <a href="https://www.lucapropato.com/consulenza" target="_blank" rel="noopener">consulenza</a> o un <a href="https://www.lucapropato.com/formazione" target="_blank" rel="noopener">corso di formazione</a>.</strong></em></p></blockquote>
<p><strong>Glossario:</strong> <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/landing-page">Landing page</a>, <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/trend">Trend</a>, <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/engagement">Coinvolgimento</a></p>
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		<title>Che cosa è la shrinkflation?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[G. Luca Propato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2022 15:31:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Human Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avrai sentito nominare la parola shrinkflation su social, giornali o in televisione ma forse non ricordi che cosa è di preciso....</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Avrai sentito nominare la parola <em><strong>shrinkflation</strong></em> su social, giornali o in televisione ma forse non ricordi <strong>che cosa è</strong> di preciso.</p>
<p>È probabile che la spiegazione che hai sentito sia anche stata un po&#8217; imprecisa o fuorviante.</p>
<p>Per esempio, qualche giornalista o blogger potrebbe averla definita una &#8220;tecnica di marketing&#8221;. Il che non è vero.</p>
<p>Ma prima analizziamo che cosa è.</p>
<p><span id="more-17725"></span></p>
<h2>Che cos&#8217;è la shrinkflation?</h2>
<p>Shrinkflation (in italiano &#8220;sgrammatura&#8221;) deriva dall&#8217;unione del verbo &#8220;to shrink&#8221; (restringere) e &#8220;inflation&#8221; (inflazione, cioè la crescita generale dei prezzi). L&#8217;origine di questo neologismo risale al 2009 ed è attribuibile all’economista americana <strong>Pippa Malmgren</strong>.</p>
<p>È una pratica occulta in cui il <strong>prezzo</strong> di un prodotto rimane stabile o aumenta leggermente, ma la <strong>quantità</strong> (o la <a href="https://www.lucapropato.com/blog/marketing-qualita.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>qualità</strong></a>) contenuta in ogni confezione diminuisce.</p>
<p>Le <a href="https://www.lucapropato.com/blog/target-vs-personas.html" target="_blank" rel="noopener">persone</a> <strong>pagano la stessa quantità di denaro</strong> per una confezione di prodotto che contiene meno prodotto rispetto a prima o realizzato con materie prime di minore qualità.</p>
<p>La shrinkflation può verificarsi per diverse ragioni. Ad esempio, i produttori potrebbero ridurre le dimensioni delle confezioni per diminuire i costi di produzione o aumentare i profitti.</p>
<p>Inoltre può essere conseguente all&#8217;<strong>aumento dei costi delle materie prime o di trasporto</strong>, che possono rendere più oneroso produrre e distribuire i prodotti.</p>
<p>In generale, la shrinkflation può essere difficile da rilevare, poiché i prezzi dei prodotti possono rimanere stabili o aumentare solo leggermente.</p>
<p>Tuttavia, può essere importante prestare attenzione alla quantità di prodotto contenuta in ogni confezione e <strong>confrontarla con quella di confezioni simili</strong> acquistate in passato per verificare se la shrinkflation sta avvenendo.</p>
<p>Per la qualità il confronto è più difficile da effettuare, ma non per questo impossibile attraverso un&#8217;analisi più approfondita.</p>
<p>In poche parole:</p>
<p>• il cliente finale, senza rendersene conto subito, paga di più;<br />
• l&#8217;azienda, in totale consapevolezza, incrementa i ricavi.</p>
<p>Questa azione si verifica soprattutto nel settore alimentare e delle bevande, ma si evidenzia anche su prodotti come detersivi, carta igienica, creme per le mani, etc.</p>
<h2>La shrinkflation <strong>NON è una tecnica di marketing</strong></h2>
<p>Quindi, alla luce di tutto ciò, la shrinkflation <strong>NON è marketing</strong>.</p>
<p>Il <a href="https://www.lucapropato.com/blog/bisogni-marketing.html" target="_blank" rel="noopener">marketing</a> è un processo che studia bisogni e desideri per soddisfarli, creando prodotti e servizi in grado di <a href="https://www.lucapropato.com/blog/human-marketing-persone.html" target="_blank" rel="noopener">migliorare la vita delle persone</a>, per poi permettere alle aziende di trarne un vantaggio economico.</p>
<p>La shrinkflation, qualsiasi sia il motivo che induce un’azienda a metterlo in pratica, peggiora i prodotti per guadagnare di più a totale svantaggio del cliente finale.</p>
<p>Tant&#8217;è che a seguito del dilagare di questa pratica, ci sono state varie denunce del <strong>Codacons</strong> accolte dall’<strong>Antitrust italiano</strong> che ha comunicato l’avviamento di “verifiche sul fenomeno alla luce della possibile pratica commerciale scorretta“.</p>
<p>La shrinkflation è una <strong>pratica ai limiti della correttezza</strong> nei confronti dei consumatori e <strong>poco lungimirante</strong>, se si vuol mantenere una relazione durevole con la propria clientela.</p>
<p>Per cui è meglio evitare la shrinkflation e cercare <a href="https://www.lucapropato.com/blog/introduzione-metodo-human-marketing.html" target="_blank" rel="noopener">strade alternative e più trasparenti</a>.</p>
<p>Forse per un po&#8217; è possibile guadagnare di più o coprire meglio i costi, ma si corre il rischio di perdere la <a href="https://www.lucapropato.com/blog/fiducia-brand.html" target="_blank" rel="noopener">fiducia</a> dei clienti, a discapito del <a href="https://www.lucapropato.com/blog/brand-marketing.html" target="_blank" rel="noopener">brand</a> e delle vendite future.</p>
<blockquote><p><strong>Condividi questo articolo con un amico o un collega a cui può essere utile. E se vuoi approfondire tematiche come marketing e branding, <a href="https://www.lucapropato.com/contatti" target="_blank" rel="noopener">contattami subito</a> per partecipare ai miei <a href="https://www.lucapropato.com/formazione" target="_blank" rel="noopener">corsi</a> o richiedere una <a href="https://www.lucapropato.com/consulenza" target="_blank" rel="noopener">consulenza</a>!</strong></p></blockquote>
<p><strong>Glossario:</strong> <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/branding">Branding</a></p>
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		<title>Target vs Personas: che cosa sono e differenza</title>
		<link>https://www.lucapropato.com/blog/target-vs-personas.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[G. Luca Propato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Mar 2021 10:47:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Human Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando stiamo per lanciare un messaggio o un prodotto, dobbiamo avere ben chiaro a chi è indirizzato. La segmentazione è...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lucapropato.com/blog/target-vs-personas.html">Target vs Personas: che cosa sono e differenza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.lucapropato.com">G. Luca Propato</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando stiamo per lanciare un messaggio o un prodotto, dobbiamo avere ben chiaro a chi è indirizzato.</p>
<p>La segmentazione è infatti fondamentale nel marketing: ma è meglio parlare di <strong>target</strong> o di <strong>personas</strong>?</p>
<h2>Il target, un grande classico</h2>
<p>Ricordi quando <em>Don Draper</em> in <em>Mad Men</em> presentava le sue idee per la prossima campagna pubblicitaria, immaginando i tratti distintivi del suo target e cosa volevano sentirsi dire quelle persone?</p>
<p>Era così che si lavorava, fino a qualche anno fa, sui destinatari del messaggio: si individuava <strong>il bersaglio da colpire</strong>, ragionando su interessi e necessità.</p>
<p>• <strong>Rossetti?</strong> Donne che vogliono farsi belle e seducenti per l’uomo.</p>
<p>• <strong>Sigarette?</strong> Uomini che vogliono sentirsi veri maschi alpha.</p>
<p>• <strong>Giocattoli? </strong>Bambini che guardano i cartoni animati all’ora X (non hanno potere d&#8217;acquisto diretto, ma possono influenzare i genitori, che sono il target finale).</p>
<p><span id="more-16476"></span></p>
<p>Il target è, in concreto, <strong>un gruppo di persone a cui idealmente vengono destinati determinati prodotti</strong>. Ancora oggi si ragiona sul target, ma come base, per poi passare alle persone.</p>
<p>Ciò non significa che questo concetto sia obsoleto, ma meno adatto agli strumenti di comunicazione di oggi. Perfetto, invece, per i mass media.</p>
<p>I <strong>mezzi di comunicazione classici</strong>, infatti, si muovevano su una <strong>logica monodirezionale</strong>, senza interazione immediata: da 1 ci si rivolgeva a 100, 1000, 1.000.000. Pensa alla tv, alla radio, ai giornali: hanno dei pubblici accomunati da determinate caratteristiche, ma differenti per tante altre.</p>
<p>Sono <strong>individui</strong> che hanno interessi simili, ma <strong>poco caratterizzati e approfonditi</strong> sotto altri versanti. Magari il rossetto potrebbe volerlo la donna in carriera per andare in ufficio, ma anche la casalinga per una serata romantica. Come vedi, i tratti in comune sono davvero troppo pochi a questo livello, bisogna andare ancor più in profondità.</p>
<p>Osservare la <strong>complessità delle persone</strong> e come il prodotto si incastra perfettamente con i suoi desideri e le sue necessità.</p>
<h2>Le buyer personas, l&#8217;innovazione</h2>
<p>Il termine <a href="https://www.lucapropato.com/blog/personas.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>buyer personas</strong></a> è nuovo di zecca: è stato usato per la prima volta nel 1999. Hai letto bene: è calato a pennello alle porte degli anni 2000, che hanno modificato in modo irreversibile il panorama comunicativo mondiale.</p>
<p><strong>Alan Cooper</strong>, autore del testo <em>“The Inmates Are Running the Asylum”</em> in cui viene usata questa terminologia, è un programmatore statunitense che fa una scelta all’avanguardia.<span class="Apple-converted-space"> </span>Sta lavorando a un software e vuole che sia perfettamente aderente a ciò che è utile e che si aspettano gli utenti: per questo decide di intervistare i potenziali clienti, individuati inizialmente in base a caratteristiche simili a quelle usate per definire il target.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Dalle parole di queste persone viene fuori <strong>un’ulteriore segmentazione</strong>: si arriva alle buyer personas. Esseri umani con sesso, età, titolo di studio, occupazione, situazione sentimentale, passioni, bisogni e preoccupazioni. Persone complesse, diverse, accomunate non solo da tratti generici ma da aspetti sorprendenti.</p>
<p>La vera innovazione di Cooper non sta nell’invenzione di un termine, piuttosto nel rivoluzionare il <strong>centro della strategia di marketing</strong>.</p>
<p><strong>Non c’è più il prodotto al centro, ma il consumatore</strong>. Le persone occupano un loro ruolo d&#8217;eccezione e, a supportare questo ripensamento di un modello, arrivano nuove metodologie, nuove tecniche di raccolta delle informazioni e nuove tecnologie.</p>
<p>È così che si arriva, pian piano, alla <strong>personalizzazione delle esperienze</strong> e si impone una comunicazione <strong><a href="https://www.lucapropato.com/blog/aziende-human-marketing.html" target="_blank" rel="noopener">H2H (human to human)</a></strong>: dai mass media ai social media.</p>
<h2>Come costruire una strategia mettendo al centro le persone</h2>
<p>Costruire le buyer personas è molto interessante, ma soprattutto è un’attività legata a un approccio nuovo e necessario come lo <a href="https://www.lucapropato.com/blog/human-marketing-persone.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Human Marketing</strong>.</a></p>
<p>Oggi dobbiamo convincere il singolo, parlargli ascoltando il suo parere, i suoi problemi e offrendo a lui una promessa, un <strong><a href="https://www.lucapropato.com/blog/brand-marketing.html" target="_blank" rel="noopener">beneficio</a></strong>. E per farlo abbiamo necessità di <strong>interpretare dati quantitativi e soprattutto qualitativi</strong>.</p>
<p>Oltre a una serie di strumenti necessari per fare ricerca e creare i nostri clienti-tipo, ti lascio<strong> qualche consiglio extra per raccogliere informazioni</strong> sulle tue buyer personas:</p>
<p><strong>• Google Suggest e YouTube Suggest</strong>, con l&#8217;analisi dei contenuti più cercati e visti per argomento</p>
<p><strong>• Instagram</strong>, con gli hashtag più usati e gli influencer più seguiti</p>
<p><strong>• Pinterest Trends e Twitter Trends</strong>, sempre per temi specifici</p>
<p><strong>• Forum tematici</strong></p>
<p><strong>• Riviste e giornali</strong> di settore</p>
<p><strong>• Amazon</strong>: domande e risposte, per quelle tipologie di prodotti, e recensioni. Scoprirai quali informazioni e funzionalità cercano maggiormente le persone.</p>
<p><strong>Mettere al centro i bisogni delle persone non è una scelta, ma una priorità.</strong></p>
<p>Abbiamo la possibilità di conoscere davvero chi abbiamo di fronte: di scoprire le sue abitudini, i suoi hobby, gli argomenti e le cause che più gli interessano, ma anche le sue preoccupazioni.</p>
<p>Su questo possiamo costruire <strong>un prodotto</strong> che sia in grado di fare ciò che promette e ciò <strong>che è davvero utile a quelle persone</strong>. Inoltre, riusciamo a comprendere <strong>su quali temi incentrare la nostra comunicazione</strong>, quale tono di voce è il più adatto per avvicinarci alle persone oltre lo schermo, in quali contesti inserire i nostri messaggi e come conquistare la simpatia e la fiducia dei consumatori.</p>
<p>Per questo, nella creazione del brand, della <strong><a href="https://www.lucapropato.com/blog/unique-value-proposition-efficace.html" target="_blank" rel="noopener">UVP</a></strong> e di tutto quello che viene dopo, dobbiamo partire dall’<strong>ascolto della persona</strong> e dalla soluzione che possiamo offrire.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Solo in questo modo avvieremo dei business di valore e vincenti e diventeremo dei novelli Don Draper.</p>
<blockquote><p><strong>Se vuoi trovare i clienti giusti per il tuo modello di business, vendere meglio e aumentare gli utili, <a href="https://www.lucapropato.com/contatti" target="_blank" rel="noopener">scrivimi subito per richiedere consulenza e formazione</a>.</strong></p></blockquote>
<p><strong>Glossario:</strong> <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/target">Target</a>, <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/hashtag">Hashtag</a>, <a href="https://www.lucapropato.com/glossario/influencer">Influencer</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lucapropato.com/blog/target-vs-personas.html">Target vs Personas: che cosa sono e differenza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.lucapropato.com">G. Luca Propato</a>.</p>
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