CHI SONO

Giuseppe Luca. Per tutti, Luca.

Imprenditore, business coach, ricercatore e formatore. Figlio e caregiver, oltre che padre. Questa è la mia storia.

GLI INIZI

Tutto comincia davanti a un monitor a fosfori verdi

Avevo 8 anni e passavo ore davanti a un IBM con il monitor a fosfori verdi, che mi era stato regalato da mio padre. A 14 anni lo dicevo a chiunque: da grande avrei fatto l’imprenditore nell’informatica, in un ufficio pieno di computer per creare giochi e software. C’era poi un altro desiderio: scrivere, per aiutare le persone a raccontare la propria storia.

Nel 1999 ho cominciato davvero, come freelance del web marketing: in Italia il mestiere ancora non esisteva, niente libri, niente corsi, niente insegnanti. Ho imparato da solo, con centinaia di ore di tentativi, errori e correzioni.

Da allora non ho mai smesso: leggo, studio, ricerco, approfondisco. Di ogni cosa che mi appassiona, prima o poi, devo capire come funziona.

L’IMPRESA

Quello che i numeri non dicono

Insieme al mio socio Alessio d’Annibale ho fondato Bloo Srl, la Business Agency di cui sono CEO: coaching, formazione e strumenti digitali per aiutare imprenditori, professionisti e organizzazioni a prendere decisioni più efficaci, risolvere problemi complessi e semplificare le attività quotidiane. Come consulente e coach ho affiancato più di 350 imprenditori e manager.

Dal 2007, per sette anni, sono stato socio di Banzai Spa (oggi Mondadori Media), con cui ho co-fondato magazine online di tecnologia, benessere e salute arrivati a 9 milioni di utenti al mese. Nel 2014 ho ideato Migliori Sconti, portale che aiuta migliaia di persone a risparmiare online.

Nel 2018 ho co-fondato Bloo Academy, con cui ho realizzato più di 100 tra corsi, seminari e docenze, formando oltre 1.900 persone e collaborando con realtà come Confindustria, CNA, Camere di Commercio, Università G. d’Annunzio, AIDP e AVIS.

Visti da fuori, questi numeri sembrano una linea che sale. Da dentro sono un’altra cosa: decisioni difficili, problemi complessi, situazioni che sembravano chiuse e che ho rimontato, una alla volta.

25+
anni da imprenditore
350+
imprenditori e manager affiancati
1.900+
persone formate
LA VITA

Decidere come reagire

Ci sono mattine in cui, prima di accendere il portatile, ho già preso le decisioni più difficili della giornata. Succede da 17 anni: sono figlio e caregiver, un compito che da allora dà forma alle mie giornate e alle mie priorità.

Per molti di questi anni il compito ha riguardato entrambi i miei genitori. Alla fine del 2024 mio padre è venuto a mancare. È il dolore più grande della mia vita: ha cambiato ogni cosa, dentro e fuori di me, molto oltre quello che racconto in questa pagina.

Un compito così non arriva per scelta: te lo consegna la vita. La decisione però c’è stata, quella che rifarei sempre: esserci, per tutti e due. Sono rimasto vicino a mio padre fino all’ultimo giorno, anche quando le forze non c’erano più; oggi continuo a esserci sempre, per chi ha ancora bisogno di me.

È lì che ho toccato con mano una verità. Decidere tutto è un’illusione, ma decidere come reagire, e trovare le forze per farlo, è un potere che nessuno ti toglie.

La vita, però, sa anche donare. La mia gioia più grande è mio figlio: un bimbo meraviglioso, il mio sole e la mia energia. Ogni suo sorriso, per me, è tutto. Accanto a me c’è la mia compagna, sua madre. È soprattutto per loro che, ogni giorno, scelgo di reagire nel modo migliore possibile.

LA RIPARTENZA

La mia rimonta è iniziata da un 3 a 3

Febbraio 2025
Febbraio 2025

Un 3 a 3 ritrovato su YouTube

Nei mesi dopo la scomparsa di mio padre, anche alzarsi dal letto sembrava una partita persa in partenza. Una sera di febbraio 2025, per distrarmi un po’, ho cercato qualcosa di leggero su YouTube e ho aperto gli highlights di Inter-Barcellona, il 3 a 3 di Champions dell’ottobre 2022. Per qualche minuto ho respirato di nuovo.

Giugno 2025
Giugno 2025

Un tassista a Barcellona

Il calcio non mi ha restituito ciò che avevo perso: niente può farlo. Mi ha ricordato però che esiste sempre un secondo tempo, che si può tornare in campo anche zoppicando un po’. A giugno 2025, durante un viaggio a Barcellona, un tassista con gli occhi lucidi mi ha raccontato la notte del Camp Nou del 2017, quando il Barcellona, negli ottavi di Champions, ribaltò il 4 a 0 subito dal PSG all’andata vincendo 6 a 1: una delle rimonte più celebri della storia del calcio. Scendendo da quel taxi avevo la parola che metteva insieme tutto: Remontada.

Settembre 2025
Settembre 2025

Remontada Business Lab

Remontada prende forma come Business Lab: analizziamo i dati del calcio professionistico per comprendere come persone e team reagiscono, decidono e collaborano quando tutto si complica. Le scoperte le applichiamo al mondo del business. Finora abbiamo studiato 10.800 partite dei più grandi club europei, per capire come e perché un risultato si ribalta oppure no. Abbiamo visto che dietro ogni rimonta, riuscita o mancata, ci sono degli schemi. Cercare questi pattern, metterli alla prova e validarli è il mestiere del ricercatore: proprio ciò che faccio da sempre. Prima nel digitale, poi nel marketing e nella comunicazione, oggi nelle decisioni e nella gestione dei problemi sotto pressione.

Momento presente
Momento presente

Rallenta. Respira. Rimonta.

Alcuni di quegli schemi li ho vissuti sulla mia pelle prima di riconoscerli nei dati. Il primo l’ho attraversato così: mi sono fermato quando non andavo più avanti, ho respirato di nuovo (nel mio caso davanti a una partita), ho ricominciato a costruire. È la stessa sequenza che ritrovo oggi nelle squadre che ribaltano il risultato e nelle persone che risalgono da una situazione difficile: rallentare per ritrovare lucidità, respirare per riprendere il controllo e rimontare, ciascuno con i propri tempi e i propri modi.

REAGIRE SIGNIFICA COSTRUIRE

Strumenti per recuperare tempo ed energie

Reagire, per me, ha significato anche costruire qualcosa di innovativo per rendere più semplice la mia quotidianità.

Lavoro e assistenza familiare riempirebbero da sole ogni giornata: per ritrovare spazio ho realizzato strumenti basati sull’intelligenza artificiale, che mi liberano ogni anno da circa 400 ore di mansioni ripetitive.

È tempo che posso dedicare a me stesso, alle mie passioni, al recupero delle energie e agli amori della mia vita.

Alcuni di questi strumenti oggi li metto a disposizione dei miei clienti. L’AI per me è una necessità vissuta, prima che un tema professionale.

IL SECONDO PASSO

La chiarezza mentale, prima di tutto

La seconda ripartenza è stata il coaching: l’idea veniva da lontano.

01

Il marketing arrivava troppo presto

Per anni, nella consulenza di marketing, ho incontrato imprenditori molto in gamba sotto una pressione enorme: anche la migliore delle strategie rischiava di cadere nel vuoto, perché prima del marketing serviva uno spazio per fare chiarezza tra priorità, dubbi e scelte.
02

Un approccio che funzionava

Per questo coinvolgevo coach preparati secondo gli standard dell’International Coaching Federation (ICF), miei partner di allora: vedevo le persone tornare con obiettivi definiti e decisioni più consapevoli. Quel mestiere, per me un incontro tra arte e scienza, mi ha sempre affascinato.
03

Nel 2026 ho deciso che era il momento

Ho completato un Master accreditato ICF Livello 2, circa 200 ore tra formazione, pratica e mentoring, con una sessione di coaching dal vivo valutata come prova finale. In mezzo, anche un brutto incidente stradale: mi ha rallentato, fermato mai.
04

Oggi lo faccio di mestiere

Sono un Professional Business Coach (ICF) e il prossimo passo è la credenziale ACC. Ho studiato per essere più utile alle persone: chi lavora con me riceve ciò che ho dovuto imparare per necessità, pensare, decidere e comunicare con lucidità quando la posta è alta.
AD MAIORA

Hai già le risorse che ti servono

“Per grandi che siano i tuoi problemi e difficili le situazioni che vivi, sono sempre inferiori alle tue risorse interiori.”

Allora facevo il consulente di marketing e ancora ignoravo quanto questa frase sarebbe stata messa alla prova. Oggi è il fondamento del mio approccio al coaching, che parte sempre dalle risorse di chi ho davanti.

In quegli anni scrivevo spesso. Le convinzioni di allora mi guidano ancora: l’accettazione di ciò che non si può cambiare, la felicità che passa attraverso la libertà. Per me significa disporre del mio tempo come voglio, dire dei no quando serve, godermi ciò che ho senza cercare sempre altro.

Quei post li chiudevo come chiudo ogni mio scritto, con le stesse due parole: Ad maiora. È l’augurio che i miei genitori hanno fatto incidere sul retro dell’orologio che mi regalarono al diploma del liceo scientifico. Da allora mi accompagna in ogni traguardo e in ogni ripartenza: certe parole non si consumano, restano incise a vita.

TOCCA A TE

Ti ho raccontato la mia storia

Ogni percorso comincia da una persona che mi scrive e mi racconta la sua.
Ad maiora, Luca