Social Recruiting: il curriculum vitae non basta più

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I Social sono sempre stati visti come un mezzo di svago, di confronto, come una specie di zona franca dalla vita reale. Ma avresti mai pensato che invece possono essere una leva fondamentale nell’ambito lavorativo?

Dai risultati di diverse ricerche operate sul campo, si coglie subito il trend in Italia: quello di una crescita esponenziale del Social Recruiting, ovvero il reperimento di candidati idonei per un posto di lavoro tramite una selezione online, “filtrata” dai social.

Secondo la piattaforma ClicLavoro, il 95% delle aziende ricerca potenziali impiegati sul web e in generale vive la propria attività professionale anche in rete: proprio il 2015 è stato l’anno della consacrazione di uno strumento come LinkedIn nel nostro Paese, che – ad oggi – ha superato 9 milioni di iscritti.

Anche la Adecco, insieme all’Università Cattolica, ha condotto uno studio tra il 2014 e il 2015, che dichiara effettivamente morenti i classici Centri per l’Impiego: oggi lo spazio di collocamento principale è rappresentato dai Social network. Il 67% dei candidati ha infatti confermato di aver cercato lavoro online o comunque di aver diffuso il proprio curriculum in Rete.

Ma in concreto come e dove si trova lavoro online?

La risposta è piuttosto complessa, in quanto la nostra persona, negli aspetti più privati come in quelli professionali è ormai esposta all’interno di una miriade di canali online. Partendo dalle piattaforme che nascono proprio a scopo lavorativo, è ovvio che la presenza su LinkedIn sia ormai un must.

Bisogna – tuttavia – riflettere non solo sull’esserci ma anche sul come esserci: costruire un profilo che funzioni, non limitarsi alla pubblicazione del classico curriculum, sono le basi da cui partire per spiccare tra quei milioni di iscritti di cui parlavamo prima.

Ma anche l’uso di altri Social Network può essere controllato per farsi un’idea della tipologia di candidati che ci si trova di fronte: dalla ricerca Adecco si evidenzia come il 25,5% dei recruiter sia arrivato alla bocciatura di un possibile nuovo lavoratore per foto, contenuti o commenti che questo aveva pubblicato su un proprio profilo social. I più spiati sono sicuramente Facebook ed Instagram.

Social Recruiting Adecco Fonte: Il lavoro ai tempi del Social Recruiting in Italia – edizione 2014

Nella infografica di Adecco si nota cosa influisce negativamente nella scelta dei recruiter tra quanto postato sulle proprie Pagine dai candidati. Quindi altro punto su cui fare attenzione è la propria reputazione online, attraverso strategie utili di personal branding.

Cercare lavoro oggi significa investire energia, creatività e professionalità online per la costruzione di un valido profilo digital.

Se desideri anche tu trovare strade alternative al curriculum tradizionale (o integrative), approfondire concretamente queste tematiche e scoprire come migliorare la tua ricerca del lavoro onlie, puoi iscriverti al mio Corso “Personal Branding 3.0”.

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