Snapchat: come e perché usarlo nella strategia social della tua attività

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Chi di noi non ha mai provato un effetto di Snapchat? Ormai penso siano rimasti in pochi a non averne usato almeno uno. Il social delle immagini che durano uno snap, cioè uno schiocco, sta assumendo un ruolo sempre più centrale nella comunicazione, anche per le aziende e i professionisti.

La febbre da Snapchat è scoppiata all’improvviso e soprattutto da dicembre 2015 a oggi ha superato i numeri di Twitter: si parla infatti di 150 milioni di utenti attivi al giorno, contro i 136 della piattaforma di micro-blogging. Il 31% degli utenti ha un’età compresa tra i 18 e 29 anni. Numeri che aprono la strada verso l’Olimpo dei social, e pongono Snapchat al di sotto solo dei giganti Facebook e Instagram.

Si tratta di un vero e proprio sistema di messaggistica, pubblica e privata, caratterizzato proprio dal ciclo di vita della comunicazione: la durata massima degli aggiornamenti è infatti di una giornata.

Utilizzare Snapchat è abbastanza semplice. Basta scattare una foto o un video – della durata massima di 10 secondi – e lavorarci su attraverso gli effetti, il disegno, gli stickers o l’aggiunta di testo. Questo contenuto sarà visibile pubblicamente o potrà essere inviato ad un contatto-amico in privato, ma in ogni caso avrà vita breve. In alto nel menu è visibile la Storia, tutto ciò che è stato condiviso nelle ultime 24 ore.

Le caratteristiche di questo visual-social non dovrebbero esser viste però come limitazioni, ma come risorse dai creativi e dai marketers: brand importanti utilizzano la app-schiocco da anni con ottimi risultati e studiando soluzioni mai scontate.

Come sfruttare Snapchat per impostare una buona campagna di marketing?

IMMEDIATEZZA: il primo problema che si pone è che i contenuti che si vanno a realizzare per questo social sono visibili per un tempo minimo rispetto ad altre piattaforme. Questo può essere però utile per creare un clima di esclusività: creare dei buoni sconti o dei coupon su Snapchat, sfruttabili solo da chi viene raggiunto da quel messaggio, potrebbe essere un ottimo modo per creare fidelizzazione e per coccolare i propri clienti.

CREATIVITÁ: la tipologia di comunicazione è prettamente visiva, e su questa si può poi lavorare con gli strumenti messi a disposizione dall’app, come emoji, testo, effetti. Ciò che conta è colpire l’utente, realizzare qualcosa che abbia un certo impatto e attiri l’attenzione ma che sappia anche lasciare un messaggio in tempi ragionevoli. Sicuramente un grande esercizio di creatività mescolato con una buona dose di auto-ironia.

AUTENTICITÁ: i selfie e gli snap da pubblicare possono sicuramente passare attraverso la personalizzazione ma ritraggono la realtà. Persone, lavorazioni, luoghi, dettagli: ciò che importa è mostrarsi in modo umano, per come si è, comunicare l’essenza del brand (personale o aziendale). In questo l’immagine immediata può essere molto utile, ma anche nello stabilire un contatto diretto col cliente, mettendo ad esempio in atto anche una strategia di customer care attraverso Snapchat.

UNCONVENTIONAL: il risultato di una presenza aziendale su un social unconventional e frequentato dai giovani non può che essere “unconventional”. La strategia di marketing da cucire su questo social deve essere basata su un approccio molto diverso da quello della comunicazione istituzionale e pubblicitaria classica, o del branding più antiquato. Regalare attimi di vita dell’azienda, fornire anteprime, mostrare i volti, giocare sui dietro le quinte, lanciare iniziative commerciali: l’imperativo è costruire contenuti unici e coinvolgenti, che abbiano valore in modo da aumentare la portata di visualizzazione, e che siano informali e “veri”.
La stilista Rebecca Minkoff, ad esempio ha utilizzato Snapchat per dare un’anteprima della nuova collezione proprio poco prima del debutto in passerella di questa; o pensiamo a McDonalds che ha presentato un nuovo panino proprio attraverso uno snap, o addirittura a GrubHub.com che ha cercato uno stagista attraverso l’app.

NARRAZIONE: Snapchat è perfetto per raccontare una storia. La parola stessa visibile nel Menu “La mia storia” indica che sfruttare lo storytelling aziendale, seppur con tempi molto limitati, su questo social è centrale. Raccontare come si produce, chi produce, cosa accade in quel momento, cosa si sta organizzando, è possibile. E il coinvolgimento è assicurato. Dopotutto l’uomo è un animale narrativo.

L’aspetto centrale rimane sempre e solo uno: stimolare la curiosità, l’engagement e la fidelizzazione. Più che vendere, è attuare una strategia di branding: questa è la leva su cui premere per far crescere la propria attività e raggiungere le persone che fanno parte del tuo target.

Ora, se non l’hai ancora fatto, scatta il tuo primo selfie su Snapchat! 

Infine, se desideri apprendere nuove strategie e strumenti digitali, puoi frequentare uno dei miei Corsi di Web Marketing, scoprendo così come la tua attività può sfruttare i new media per espandere la forza della tua “voce” come professionista o imprenditore.

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