8 insegnamenti di Steve Jobs per essere un manager vincente

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Sii un parametro di qualità. Alcune persone non sono abituate a un ambiente in cui è prevista l’eccellenza. (Steve Jobs)

Nel 2011, dopo la scomparsa di Steve Jobs, il manager e saggista statunitense Guy Kawasaki scrisse sul suo profilo Google+ alcuni insegnamenti maturati durante la collaborazione con il fondatore della Apple, dal 1983 al 1987, come responsabile marketing del computer Macintosh. La motivazione di questo prezioso contributo fu il desiderio di “non disperdere o dimenticare nessuna delle sue lezioni“. Ho scelto 8 punti – dei 13 postati – per proporli a te e commentarli insieme, per lavorare in maniera più efficace.

1. I clienti non sanno dirti di cosa hanno bisogno

Hai mai sentito parlare di “ricerche di mercato Apple”? Steve Jobs non credeva in esse. Il focus group di Apple era l’emisfero destro del cervello di Steve che parlava all’altra metà sinistra. Se domandi ai clienti che cosa vogliono, diranno: «Migliore, più veloce e meno caro». Ma una cosa monotona migliorata non ha nulla del cambiamento rivoluzionario. I clienti sanno solo descrivere i loro desideri in termini di ciò che stanno già usando: nel periodo in cui fu introdotto il Macintosh, tutti dicevano di volere computer con MS-DOS migliori, più veloci e meno costosi. La cosa migliore per una startup è creare un prodotto che tu vorresti usare: è quello che hanno fatto Jobs e Wozniak.

3. Più è grande la sfida più la qualità del lavoro migliora

Molte persone lavorano con il costante di timore di poter sbagliare, di venire licenziate se non si attengono alle regole. Proprio questo comportamento li porta però a non sperimentare e quindi a non emergere. Pensiamo alla Apple: sarebbe mai nata se Steve Jobs e  suoi collaboratori non avessero creduto nella loro idea? Ricordiamoci che i competitor del momento erano IBM e Microsoft, due veri e propri colossi. Kawasaki scrisse, nel suo post, che lui e tutti gli altri impiegati della Apple cercavano di dare il meglio ogni giorno della loro vita lavorativa, cercando ogni volta di alzare il livello del proprio lavoro.

Accettare una grande sfida è il primo passo per cercare di migliorare il proprio lavoro e porsi sempre dei nuovi obiettivi aiuta a cercare una crescita costante. Uscire dagli schemi e dalle regole forse è il primo passo che puoi fare per provare a migliorare le tue prestazioni lavorative.

4. Il più grande cambiamento è cambiare idea

Kawasaki racconta un episodio nel suo post su Google + (il quarto punto della lista): i primi Iphone non avevano le app al loro interno, dal momento che Steve Jobs riteneva che le applicazioni non erano una buona scelta. Dopo soli 6 mesi però Steve Jobs cambiò idea e prese la decisione di inserire le app nei suoi dispositivi. La mossa vincente fu quindi cambiare idea, provando a vedere come sarebbe stato adottare un altro punto di vista.

La strategia migliore non è quindi quella di rimanere fermo sulle proprie posizioni, ma cercare di vedere anche con altri occhi il problema, cercando di cambiare prospettiva. Non si deve avere paura di mutare la propria opinione, perché a volte il cambiamento è la mossa vincente per riuscire a migliorare il proprio lavoro.

5. Il valore e prezzo non sono la stessa cosa

Non credo serva specificare che il valore ed il prezzo sono due concetti che vanno ben separati. Il valore di un oggetto dipende soprattutto dai sentimenti che ci suscita, dai ricordi che leghiamo ad esso o al modo in cui ci fa sentire.

Un esempio concreto sono proprio i prodotti della Apple. Essi non hanno un prezzo che si possa definire alla “portata di tutti”, ma questo costo rispecchia un valore molto alto. Il valore dei prodotti Apple riguarda due sfere: la prima è la qualità del prodotto e la seconda il modo con ci mostra agli altri. Avere un Iphone ci trasmette delle sensazioni, ci categorizza come appartenenti ad una determinata categoria o come persone al passo con i tempi.

La stessa cosa è per il tuo lavoro, il valore che ha il tuo operato è diverso dal prezzo che tu gli dai. La passione che si infonde nel proprio lavoro non possiamo monetizzarla, non possiamo trasformarla in un prezzo, ma la possiamo mostrare in un valore aggiunto.

6. I giocatori di serie A+

Pensa alla tua azienda come al campionato di calcio: la serie A è l’eccellenza e le squadre gareggiano per evitare di retrocedere. Poi ci sono la serie B, C, D e così via, dove le squadre invece cercano di arrivare in serie A, per competere nel girone dei migliori. Ovviamente se i calciatori si serie A si confrontassero con quelli di serie B o C si sentirebbero perfetti e non cercherebbero più di migliorarsi, cominciando così a peggiorare.

La stessa cosa avviene per il tuo lavoro: è semplice confrontarsi con persone che sono meno esperte di te, molto più difficile è invece cercare il confronto con chi è sopra di te. Cosa succederà quando lo farai? Comincerai a migliorarti!

Sì, perché il tuo obiettivo sarà più alto e tu tenderei a raggiungerlo provando a fare ogni giorno un passo in più. L’insegnamento di Steve jobs è quindi quello di non sentirsi mai “arrivati”, perché guardandoti intorno troverai sempre degli obiettivi nuovi e delle mete da raggiungere.

L’unico modo per fare un ottimo lavoro è amare quello che fate. Se non avete ancora trovato quello che fa per voi, continuate a cercare.     (Steve Jobs)

7. Il vero CEO/AD fa le dimostrazioni

Il ruolo dell’Amministratore Delegato non è solo quello di far parte del consiglio di amministrazione, ma di dimostrare ai clienti che conosce bene il prodotto e le sue caratteristiche specifiche. Per questo motivo Steve Jobs mostrava personalmente le funzioni dei suoi prodotti a milioni di persone più volte l’anno.

Mandare un rappresentante del CEO a presentare il nuovo prodotto non sempre è la scelta vincente, anzi potrebbe dare l’impressione che non si conosca a fondo il prodotto e le sue caratteristiche. Parlare personalmente alle presentazioni del nuovo prodotto, spiegarne il funzionamento, mostrarsi ben informati e competenti sulla materia dell’azienda è forse la scelta migliore che un AD possa fare.

8. Marketing e Unique Value Proposition

Ogni azienda ha una Unique Value Proposition (UVP), ossia qualcosa che la distingue dalle altre e la rende veramente unica. Questo deve essere il punto su cui focalizzare le strategie di marketing e la chiave su cui concentrare le proprie energie. A parole è una cosa semplice, ma non tutte le aziende sfruttano al meglio i loro punti di forza.

Prima di fare una campagna pubblicitaria, di qualsiasi tipo essa sia, chiediti quali sono i punti che rendono unica la tua azienda, che la mostrano come l’unica soluzione ad un determinato problema. In questo modo riuscirai ad ottenere risultati di gran lunga migliori rispetto a identificarti con un messaggio banale come “azienda giovane e dinamica”.

9. Bisogna credere veramente in un’idea per poterla realizzare

Una delle grandi lezioni che Kawasaki scrive di aver appreso da Steve Jobs è di riuscire a far vedere le proprie idee alle persone. L’idea per quanto sia buona non riuscirà mai a essere realizzata – e soprattutto venduta – se i clienti non riescono a capirne il potenziale. Per quanto ci si applichi a mostrare al mondo la propria Unique Value Proposition, un design seducente o una strategia pubblicitaria perfetta, se le persone non vedono il prodotto non lo compreranno mai. Solamente quando mostrerai di credere realmente nelle tue idee e  potrai  fargli cambiare punto di vista, allora la tua idea si trasformerà in realtà e diventerà un bene vendibile.

Steve Jobs ha creato un impero credendo nelle proprie idee, mostrandole al mondo e soprattutto facendo in modo che tutti credessero nel suo pensiero. Prova a fare lo stesso, cerca di rivoluzionare la tua azienda o semplicemente il tuo modo di lavorare, senza avere timore di sbagliare. Forse potresti ottenere dei risultati inaspettati.

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Qui  invece puoi puoi leggere l’intero post di Kawasaki.

Ad maiora.

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