Facebook lancia Rooms, l’app per la chat anonima

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Forse la sicurezza di Facebook inizia a vacillare un po’ o, forse, è meglio non essere sempre troppo coerenti con se stessi. Fatto sta che Mr. Zuckerberg ha dato il via libera all’anonimato (vedi l’articolo sul nuovo social network Ello, nda).

Con la nuova app Rooms si potrà creare una vera e propria chat room. Vi ricordate le chat di mIRC? Ecco si, proprio quelle. Si potranno personalizzare le impostazioni che riguardano l’aspetto, designare i moderatori, scegliere chi invitare e poi postare testi, foto e video in totale anonimato o meglio, sotto uno pseudonimo se lo riteniamo opportuno.

Rooms è stata creata dal ventiquattrenne Josh Miller e il suo team sotto il nome di Facebook Creative Labs e Mr. Zuckerberg l’ha acquistata nel mese di gennaio. Per ora è disponibile solo negli Stati Uniti, in Inghilterra e in pochi altri paesi anglofoni.

Rooms non richiede un account Facebook o un indirizzo email ma si servirà di un QR-code per ottenere l’ingresso. Il codice sarà unico e diverso per ogni “stanza” e ogni creatore di room lo condividerà con chi vorrà iscriversi. Tale stratagemma è chiaramente adottato per garantire una super privacy.

Certo, chiunque potrebbe rivelare pubblicamente il codice una volta fatto l’accesso e far “esplodere” un’intera stanza ma, al fine di evitare ciò, i moderatori possono bannare chiunque anche in modo permanente. In più, esistono già delle linee guida per utilizzare al meglio Rooms, questo significa che, in caso di comportamento scorretto, Facebook in persona potrà cancellare, bannare o addirittura buttare giù le mura delle stanze.

Al momento del lancio di questa nuova app, non ci sono strumenti per rintracciare le stanze, questo significa che si può accedere solo su invito (di nuovo rimando al mio articolo su Ello, nda). É in fase di decisione se dare ai creatori la possibilità di attivare la reperibilità delle stanze.

Lo stesso Miller parla di Rooms come di una chat che potrebbe ospitare forum di vario genere, circoli letterari, dibattiti politici, comunità di appassionati oltre che “stanze” vietate ai minori di 18 anni (anche se non è previsto un effettivo controllo sull’età). Insomma l’idea è quella di costruire una comunità basata sugli interessi degli utenti.

La Facebook Creative Labs si augura che Rooms abbia una crescita in qualità piuttosto che in quantità sperando in una sorta di fidelizzazione dell’utente alla chat, o meglio, agli argomenti della chat. Ancora di più c’è la volontà di dare la possibilità a chiunque di poter essere se stesso, mostrandosi come crede opportuno.

Certo, se Rooms dovesse fallire, Facebook avrà imparato una lezione (forse), ma se invece dovesse avere il successo sperato, allora la portata sarebbe enorme vista la quantità di comunità attive che potrebbero vivere e proliferare proprio su Facebook.

A volte tornare indietro sui propri passi è un modo saggio di ri-cominciare e aprirsi a nuove possibilità, insomma… buon ritorno al futuro!

Ringrazio Annalisa Iezzi per il gentile contributo e la realizzazione di questo post ospitato nel mio blog.

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