Storie

Come diventare imprenditori: Startup School a Pescara dal 16 al 20 febbraio 2015

© DOC RABE Media / Dollar Photo Club

Startup School, il corso sull’imprenditoria e startup di progetti di impresa innovativi, rivolto a studenti e aspiranti imprenditori si terrà a Pescara dal 16 al 20 febbraio 2015.

Questa prima edizione, organizzata dalla rete di imprese Digital Borgo, dal Dipartimento di Economia Aziendale dell’Università G. D’annunzio e dal Polo d’innovazione ICT d’Abruzzo comprenderà cinque pomeriggi consecutivi, dalle ore 16.00 alle 20.00, in cui si alterneranno docenti universitari, esperti di creazione di impresa, investitori, imprenditori.

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Italia più digitale secondo Eric Schmidt di Google, più “medievale” per Franceschini

Roma, Università La Sapienza, facoltà di Architettura: è il luogo in cui si è svolto ieri il dibattito con Dario Franceschini, Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e il presidente di Google, Eric Schmidt. Come oggetto dell’evento: le opportunità legate alla digitalizzazione nel settore turismo e cultura.

Nel corso di questa giornata, Schmidt ha affermato che i governi italiani hanno fallito e ha sottolineato il grave tasso di disoccupazione giovanile che arriva al 46%. Per rimediare “il Governo dovrebbe preoccuparsi di formare e far lavorare i giovani nel mondo del web. […] Gli italiani hanno una scarsa cultura digitale. […] Il sistema educativo italiano non forma le persone adatte al nuovo mondo. […] Negli USA, in ogni scuola si insegna l’informatica”.

La risposta di Franceschini: “In ogni Paese ci sono vocazioni, magari un ragazzo italiano sa meno di informatica ma più di storia medievale e nel mondo questo può essere apprezzato. Un ragazzo italiano ad esempio potrà andare negli Usa a insegnare storia medievale e uno americano potrà venire qui a insegnare informatica”.

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“Fai di te stesso un brand”: recensione del libro di Riccardo Scandellari

Il genio è un uomo capace di dire cose profonde in modo semplice. (Charles Bukowski)

La mia copia, appena finita di leggere, di Fai di te stesso un brandSpesso amici, clienti e corsisti mi chiedono consigli sui libri da leggere per accrescere la loro cultura digitale e lavorare meglio grazie a internet.

Dopo aver divorato “Fai di te stesso un brand” di Riccardo Scandellari (vedi foto a sinistra della copertina rosicchiata), ho cominciato a consigliarlo a svariate persone e ora vorrei farlo conoscere ai lettori del mio blog.

È un testo “usabile” per tutti, fornisce nozioni basilari in maniera semplice, senza troppi dettagli tecnici, ideale per chi si avvicina per la prima volta al personal branding. Dal neofita al curioso, dal politico alla rockstar, il libro di Scandellari è un’utile risorsa per valorizzare, attraverso i social media, chi siamo e cosa facciamo.

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Come farsi assumere da Google (e non solo): 10 consigli utili

Abbiamo bisogno di sognatori, alla fine in questo modo, vinceremo tutti (Larry Page, co-fondatore di Google)

Sarà per l’atmosfera e le regole particolari che ne caratterizzano l’ambiente lavorativo, sarà per l’importanza del lavoro svolto o per la retribuzione percepita, Google è ad oggi uno dei posti di lavoro più ambiti al mondo.

Il processo di selezione del personale di Big G si basa su criteri a volte insoliti e diversi da quelli della gran parte delle società: nonostante questo, i consigli che seguono, possono essere spendibili in qualsiasi azienda.

Non servono, o meglio, non bastano voti eccellenti, titoli ed esperienze; ciò che Google cerca in un potenziale dipendente è qualcosa di più, qualcosa che può essere spiegato nei seguenti dieci punti, che lo stesso vicepresidente delle risorse umane di Google, Laszlo Bock, ha riassunto tempo fa all’editorialista del New York Times, Thomas L. Friedman.

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Dani Alves, Neymar e la banana contro il razzismo: campagna di Guerrilla Marketing?

Instagram / neymarjr

dani alves banana contro il razzismoI giornali spagnoli hanno diramato la notizia secondo cui la banana lanciata in campo da alcuni razzisti nel corso della partita Villareal – Barcellona di domenica 27 aprile e mangiata dal difensore brasiliano Dani Alves, sarebbe “frutto” – ci sta davvero bene questo termine – di una campagna di marketing virale pianificata in precedenza.

In effetti, il gesto del giocatore del Barcellona ha scatenato una potente divulgazione di post anti-razzisti sui social network. Questa presunta campagna, sembra nata dopo i reiterati insulti contro Alves ma anche verso il compagno di nazionale e di squadra Neymar. In base ai quotidiani spagnoli, in particolare “As”, i due calciatori avrebbero ricevuto il supporto di consulenti pubblicitari per elaborare un sistema di risposta al razzismo negli stadi.

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“WhatsApp chiude, utenti obbligati a usare Facebook Messenger”: la nuova bufala virale?

Addio a WhatsApp? Non sembra proprio che le cose stiano così. Scopriamo insieme ciò che sta accadendo.

Come sai, WhatsApp è l’app di messaggistica istantanea più famosa al mondo, acquistata da Facebook nel febbraio 2014 per 19 miliardi di dollari e che attualmente vanta una media di 20 miliardi di messaggi inviati al giorno.

Appena il quotidiano inglese Daily Mail ha diffuso le prime indiscrezioni sulla chiusura della chat interna di Facebook a favore della app “Messenger”, alcuni media hanno diramato la notizia della possibile chiusura di “WhatsApp” a favore di Messenger medesimo.

Quindi cosa sta succedendo? In contemporanea con la prospettata chiusura della chat del social network più popolare del mondo, è stata presunta ANCHE la fusione tra Messenger e WhatsApp, che provocherebbe la chiusura dello stesso WhatsApp e il passaggio obbligato di tutti gli utenti all’applicazione unica Messenger di Facebook.

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Tecnologia e abbondanza: il futuro secondo Peter Diamandis al TED 2012

Investi pochi minuti per guardare il video alla fine di questo post: racchiude Illuminanti informazioni sul miglioramento della vita di tutti noi e soprattutto lo sviluppo tecnologico, per vincere le sfide di oggi e domani e diffondere “abbondanza”.

Quello che ti propongo è l’intervento dell’ingegnere, fisico e imprenditore Peter Diamandis al TED (acronimo di Technology Entertainment Design) del 2012.

Egli valorizza l’idea dell’ottimismo per inventare, innovare e realizzare modi per superare le difficoltà e vivere meglio in tutto il mondo: “Non dico che non abbiamo i nostri bei problemi; di certo ne abbiamo. Ma, alla fine, li risolveremo”.

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