Social Media

WhatsApp: doppia spunta blu per la notifica di lettura

Niente più scuse, in teoria (* scopri di più alla fine del post), per le mancate o tardive risposte su WhatsApp. Se qualcuno ti chiederà: “Hai letto il messaggio?” non potrai più rispondere di no.

Per soddisfare i maniaci del controllo, infatti, è appena arrivata una nuova funzione. Da poche ore è saltato fuori il doppio segno di spunta blu, che indica l’effettiva lettura del messaggio.

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Facebook lancia Rooms, l’app per la chat anonima

Forse la sicurezza di Facebook inizia a vacillare un po’ o, forse, è meglio non essere sempre troppo coerenti con se stessi. Fatto sta che Mr. Zuckerberg ha dato il via libera all’anonimato (vedi l’articolo sul nuovo social network Ello, nda).

Con la nuova app Rooms si potrà creare una vera e propria chat room. Vi ricordate le chat di mIRC? Ecco si, proprio quelle. Si potranno personalizzare le impostazioni che riguardano l’aspetto, designare i moderatori, scegliere chi invitare e poi postare testi, foto e video in totale anonimato o meglio, sotto uno pseudonimo se lo riteniamo opportuno.

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Come ATLAS di Facebook può cambiare l’online advertising

Facebook ha fatto il grande passo: dopo aver acquistato circa un anno fa Atlas (strumento per la gestione e l’analisi delle campagne pubblicitarie online) ha deciso di ricostruirlo da capo e soprattutto di utilizzarlo.

Cosa c’è di nuovo in questo caso? Facebook già è in possesso di svariate nostre informazioni personali e le utilizza per conto di terze parti e altri siti web. La differenza sta nel fatto che Facebook ha utilizzato fino ad ora i cookies per monitorare i siti visualizzati dalla persone e poi dare il via libera agli annunci pubblicitari ad hoc, soprattutto per campagne di remarketing. Il problema è che i cookies non funzionano perfettamente, sono spesso poco precisi e inaffidabili, soprattutto quando un utente vede un annuncio sullo smartphone e poi acquista da desktop il prodotto pubblicizzato. Questo rende difficile ai marketer scoprire gli interessi dei consumatori.

Qui subentra Atlas (cioè Facebook). I suoi strumenti permettono agli inserzionisti di perfezionare il proprio target e indirizzare gli annunci senza dover dipendere dai cookies. Inoltre, consentirà di sapere se un prodotto è stato acquistato su una piattaforma diversa dopo aver visto un annuncio su un dispositivo mobile e, di conseguenza, la capacità di creare campagne pubblicitarie migliori.

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Ello: il nuovo social network (ad invito) che sfida Facebook

Ebbene si, prima o poi doveva accadere che il colosso dei social iniziasse a temere un concorrente. Ello è quello che in molti iniziano a definire come il “killer” di Facebook.

L’anti-social che sta facendo parlare molto di sé in questi giorni è una creatura decisamente giovane. Nato nel 2014 in Vermont e lanciato da un gruppo di artisti e programmatori guidato da Paul Budnitz.

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Facebook: aggiornamento all’algoritmo per offrire il “post giusto al momento giusto”

© Facebook

Uno dei problemi che Facebook sta cercando di risolvere negli ultimi tempi riguarda i post più “datati” – ma di qualità – che spariscono troppo velocemente dal news feed.

Il social network per eccellenza sta affrontando questo problema aggiornando costantemente il suo algoritmo, con l’obiettivo di mostrare il contenuto giusto al momento giusto alla persona giusta in relazione ai trend del momento e in modo da non perdere post importanti. L’aggiornamento è basato su due fattori: i trending topics e l’engagement (like, commenti, condivisioni).

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E-commerce: Twitter testa il bottone “Buy Now”

Alla fine è arrivata anche per Twitter la svolta e-commerce.

La piattaforma di microblogging ha annunciato sul suo blog che sta testando un metodo di acquisto di prodotti tramite il “BUY BUTTON”. É il primo passo per rendere il mobile shopping facile e accessibile, per ora, per una piccola percentuale di utenti statunitensi che potranno acquistare un prodotto direttamente con un tweet.

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Come spiegare che lavoro fai a tua madre: il Social Media Strategist [INFOGRAFICA]

Non hai veramente capito qualcosa finché non sei in grado di spiegarlo a tua nonna. (Albert Einstein)

Chi di voi, lavoratori digitali, non si è mai trovato in difficoltà a spiegare a chi non è del campo il proprio lavoro, alzi la mano dalla tastiera! Nella nostra infografica c’è una guida “speciale” per spiegare il lavoro di Social Media Strategist.

In un recente sondaggio globale di Linkedin risulta che, su 16.000 genitori, uno su tre ha difficoltà a capire cosa fa il proprio figlio per vivere, mentre due terzi dei genitori vorrebbe saperne di più.

Fra i lavori più difficili da capire c’è il Social Media Strategist, ovvero il professionista – di solito esterno a un’organizzazione – che si occupa ogni giorno di migliorare e difendere la reputazione online dell’azienda o del brand, pubblicando articoli sul blog, sviluppando relazioni sui social network, facendo informazione virale per aumentare la visibilità.

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Facebook vuole permettere l’iscrizione anche agli under 13

Facebook ha annunciato di voler aprire le iscrizioni agli under 13, scendendo sotto la soglia imposta dal COPPA (Children’s Online Privacy Protection Act), legge americana del 1998 a tutela dei minori. Essa vieta la registrazione di ragazzini così giovani ai servizi online, ma prevede pure che le aziende possano raccogliere e condividere dati personali dei minori con il consenso, verificato, dei genitori.

Il social network di Zuckerberg ha divulgato da poco la domanda di brevetto per svincolarsi da questi limiti legali; si tratta di un documento che spiega come un “baby” intenzionato ad aprire un account debba avere il consenso dei genitori, i quali hanno il dovere di gestire il livelli della privacy, limitare e controllare contenuti, amicizie e app di terze parti.

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Twitter sta pensando di acquistare SoundCloud

Twitter vorrebbe comprare SoundCloud, lo “YouTube” della musica, piattaforma che vanta 250 milioni di iscritti; vale 700 milioni di dollari e viene usata per condividere audio e musica.

Grazie a questo social media, un musicista o chiunque intenda condividere file audio, ha la possibilità di fare registrazioni da computer e smartphone per poi procedere al caricamento sul sito direttamente da app o da web.

Soundcloud ha colmato il vuoto provocato dalla decadenza di MySpace ed é il servizio musicale più usato per le condivisioni audio su Twitter. Se le due società dovessero procedere alla fusione, ne deriverebbe un’importante sinergia.

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Come riconoscere un account falso su Facebook

La nostra capacità di creare il falso ora supera la nostra capacità di scoprirlo. (Viktor Taransky, dal film S1m0ne)

Secondo le statistiche divulgate da Facebook, social network giunto a circa 1,3 miliardi di iscritti in tutto il mondo, risulta che una fetta di utenti tra il 4,3% e il 7,9% gestisce più di un account in contemporanea, circa l’1% viola la policy del sito e – udite, udite – il 2% è composto da profili intestati a cani, gatti e altri animali domestici.

Si tratta di un numero piuttosto importante di account fake, che rende non validi – anche per fini pubblicitari – dai 70 ai 140 milioni di account, concentrati soprattutto in India, Turchia e altri stati in via di sviluppo. A questi numeri si aggiungono anche gli account i cui proprietari non ci sono più, che ammontano a 30 milioni di persone appartenenti a una “comunità virtuale dell’aldilà”.

È importante distinguere un profilo falso da uno reale, per un uso più sicuro delle piattaforme social, in particolare per la protezione dei dati personali… oltre che per evitare figure di biiiip. Incontro spesso utenti che ringraziano – in bacheca – la gnocca di turno chiaramente FAKE per l’amicizia “concessa”, come se avessero ricevuto chissà quale straordinario dono!

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