Marketing

Bot: cosa sono e come funzionano

Ricordi Clippy, la graffetta di Microsoft Word – leggermente assillante – presente nel bordo dello schermo? Era un bot.

Il termine bot deriva dalla parola robot e in gergo tecnico indica un programma che ha accesso agli stessi sistemi di comunicazione e interazione con le macchine usate dagli esseri umani: la sua nascita viene collocata negli anni Cinquanta con gli studi del celebre informatico britannico Alan Turing, che si interrogò sulla possibilità per le macchine di imitare il comportamento umano.

Oggi si parla di intelligenza artificiale, ma è giusto ridimensionare gli entusiasmi: si tratta infatti di sistemi creati con uno scopo preciso, quindi completamente inutili nel caso vengano usati in modo più “libero”. I bot di cui si sente tanto parlare oggi, quindi i chatbot, sono quelli che permettono di interagire in modo colloquiale con un servizio, ottenendo informazioni di vario tipo: notizie, meteo, indicazioni stradali, prezzi, ricette.

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La situazione dell’e-commerce in Italia nel 2016: la crescita continua

In Italia, rispetto ad altri Paesi come Inghilterra o Stati Uniti, l’atteggiamento nei confronti dell’e-commerce è spesso di grande diffidenza.

Moltissimi consumatori cedono difficilmente all’acquisto online perché poco convinti del prodotto, visionato solo tramite lo schermo di un computer o di un dispositivo mobile, o a causa della paura di un pagamento non del tutto sicuro. Dall’altro lato molti privati hanno tentato la strada del commercio online per avviare un’attività, mettendo in campo tanto entusiasmo ma pochissime competenze.

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Amazon: si avvicina l’apertura del suo primo negozio fisico

Aria di novità in casa Amazon. Secondo fonti anonime del Wall Street Journal l’azienda di Jeff Bezos sarebbe intenzionata ad aprire un negozio vero e proprio davanti all’Empire State Building a New York in tempo per le festività natalizie.

Ma una domanda sorge spontanea: perchè?

Per un’azienda di tale portata sembrerebbe una sorta di passo indietro, visto la leadership incontrastata nella vendita online e che ha fatto proprio del commercio virtuale la sua ragione di vita. Ma ad un’osservazione più dettagliata la scelta non è affatto casuale. Già il luogo indica una volontà di accentrare l’attenzione: 34^ strada, Manhattan, New York. In più il periodo scelto è più che strategico: Natale.

Non resta che comprendere la vera causa che si cela dietro questa scelta.

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Come ATLAS di Facebook può cambiare l’online advertising

Facebook ha fatto il grande passo: dopo aver acquistato circa un anno fa Atlas (strumento per la gestione e l’analisi delle campagne pubblicitarie online) ha deciso di ricostruirlo da capo e soprattutto di utilizzarlo.

Cosa c’è di nuovo in questo caso? Facebook già è in possesso di svariate nostre informazioni personali e le utilizza per conto di terze parti e altri siti web. La differenza sta nel fatto che Facebook ha utilizzato fino ad ora i cookies per monitorare i siti visualizzati dalla persone e poi dare il via libera agli annunci pubblicitari ad hoc, soprattutto per campagne di remarketing. Il problema è che i cookies non funzionano perfettamente, sono spesso poco precisi e inaffidabili, soprattutto quando un utente vede un annuncio sullo smartphone e poi acquista da desktop il prodotto pubblicizzato. Questo rende difficile ai marketer scoprire gli interessi dei consumatori.

Qui subentra Atlas (cioè Facebook). I suoi strumenti permettono agli inserzionisti di perfezionare il proprio target e indirizzare gli annunci senza dover dipendere dai cookies. Inoltre, consentirà di sapere se un prodotto è stato acquistato su una piattaforma diversa dopo aver visto un annuncio su un dispositivo mobile e, di conseguenza, la capacità di creare campagne pubblicitarie migliori.

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Rock Climbing all’IKEA in Francia: mobili da scalare

L’ IKEA continua a stupire con le proprie campagne pubblicitarie e, in questo caso, stiamo proprio parlando di marketing creativo: quello che sorprende ed emoziona, soprattutto rende partecipe il destinatario del messaggio.

L’ultima trovata del gigante svedese è una vera e propria campagna di guerrilla marketing realizzata a Clermont Ferrand – in Francia – dov’è stata costruita una parete da arrampicata, di circa 30 metri, proprio di fronte al Duomo della cittadina francese.

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Jack Daniel’s e i #TalesOfWhiskey: autenticità e brand storytelling

In linea con la sua predisposizione all’autenticità, il noto marchio Jack Daniel’s, lavorando con Arnold Worldwide (nota agenzia pubblicitaria internazionale) e MediaMonks (azienda di produzioni digitali creative), ha lanciato la nuova campagna pubblicitaria chiamata: “The Few and Far Between“.

L’obiettivo è quello di celebrare tutto ciò che nel territorio americano ha reso Jack Daniel’s un’icona storica e consolidata, attraverso la trasformazione di semplici “chiacchiere da bar” in sapiente brand storytelling. Per fare ciò, le agenzie incaricate hanno viaggiato per tutto il paese in cerca di storie autentiche narrate da persone autentiche in luoghi autentici.

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15 + 1 competenze di marketing per il successo nel mercato digitale

© Rawpixel / Dollar Photo Club

A partire dalla seconda metà degli anni ’90, il marketing è cambiato molto rapidamente. Soprattutto nell’ultimo decennio molti “guru”, tra cui Seth Godin, hanno cominciato a sottolineare il declino del marketing tradizionale a favore delle nuove regole – come direbbe David Meerman Scott – imposte dalla digitalizzazione e dai social media.

Il “complesso industriale – televisivo” basato sulla pubblicità che:

• interrompe mentre guardiamo una trasmissione televisiva;
• che incrociamo distrattamente tra le pagine di giornale;
• che bombarda la massa;
• che auto-esalta le caratteristiche di un prodotto o servizio…

…non funziona più bene come 15 – 20 anni fa.

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Generosità e altruismo: uno spot che emoziona e ispira [VIDEO]

Ti propongo un video (a fine articolo) dal titolo “Unsung Hero“: a pochi giorni dalla pubblicazione ha già ricevuto milioni di visualizzazioni. E’ realizzato dalla Thai Life Insurance Company, che ha sede a Bangkok e sta avendo un positivo riscontro online grazie alla comunicazione – emotiva e potente – di video come quello che stai per vedere.

Il filmato ha come protagonista un uomo che, nel corso della sua vita quotidiana, compie alcuni gesti gentili nei confronti delle persone che incontra. Dura circa 3 minuti ed è accompagnato da un messaggio in lingua thailandese che recita – più o meno – così: “Vi siete mai chiesti cosa nella vita vogliamo esattamente? Perchè alcune persone hanno tanti soldi… ma ancora nessuna gioia? Questo video è la risposta. Può essere un punto di partenza per fare qualcosa… Per trovare da soli la risposta“.

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“Il pensiero che conta”, la campagna pubblicitaria di “Piazza Italia” contro la crisi

Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta. (Richard Buckminster Fuller)

L’attuale campagna pubblicitaria di “Piazza Italia” intende rompere gli schemi, quasi come faceva Oliviero Toscani. L’azienda di abbigliamento ha scelto la strada della protesta “social” per diffondere il proprio brand.

Le immagini della pubblicità trattano tematiche sociali che affliggono molti italiani e contengono un invito ad intervenire su Twitter usando l’hashtag #ilpensierocheconta, nome della campagna stessa.

Raccolgono riflessioni e frasi relative alla crisi economica e alla “Casta”, allo scollamento tra società e politica, alle difficoltà di trovare un lavoro fino al miraggio della pensione. Nelle immagini, vediamo rappresentata una ragazza seminuda pronta a “concedersi” per un posto in politica, una facoltosa signora che ironizza sull’evasione fiscale o un’altra che in gesto di preghiera sarcasticamente afferma “Beati, quelli che non pagano l’IMU”, etc. (FOTO)

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