Crescita Professionale

Produttivo, #postofisso, lavativo: l’identikit del “buon lavoratore”

Assumere persone intelligenti e dargli ordini non ha alcun senso.
Noi assumiamo persone intelligenti affinchè siano loro a dirci cosa fare.
(Steve Jobs)

Un paio di mesi fa, quasi senza accorgermene, ho “compiuto” 19 anni di carriera, iniziata alla tenera età di 20 anni circa, come consulente e imprenditore nel campo digitale.

Ho portato a galla questo dato dopo essere uscito di casa questa mattina e aver sentito, in un bar, un paio di trentenni lamentarsi – assieme al barista – della mancanza di lavoro in Italia, mentre pasteggiavano golosamente con cappuccino e cornetto. Tutto ciò senza accelerare i propri neuroni per cercare soluzioni per la loro condizione disperata (ho presupposto fossero entrambi disoccupati).

In questi anni, dopo aver analizzato sotto vari punti di vista il mondo del lavoro, ho raggiunto la certezza che – anche in Italia – chi è davvero bravo, possa ottenere un lavoro di qualità. Nel caso in cui sia ancora precario, comunque è corteggiato da più aziende.

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Content management: quando scrivere e come essere più produttivi

Se svolgi un lavoro che ruota attorno ai contenuti, quante volte ti sei ripetuto la seguente frase?

“Lo scrivo nel pomeriggio, così durante la mattinata rifletto meglio su come impostare il discorso”.

Probabilmente tante. Forse, come me, hai pensato che maggior tempo per riflettere avrebbe portato miglioramenti per la tua idea. Così hai rimandato di qualche ora…

Tuttavia, la maggior parte delle volte ci siamo trovati di fronte al computer troppo stanchi o stressati per ricominciare a scrivere, dopo tanti impegni.

In altre occasioni, invece, ci siamo sforzati così tanto di produrre un articolo per il blog o un post per Facebook durante il pomeriggio e la notte, per poi accorgerci di aver perso soltanto tempo. Il mattino seguente ci siamo resi conto di aver scritto in modo poco chiaro o aver commesso errori banali.

Perché abbiamo realizzato un progetto lontano dai nostri standard? Come mai abbiamo impiegato due ore per fare un lavoro per il quale di solito ne occorre una?

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5 consigli per lavorare bene nel web marketing e farti notare dal capo

© Rawpixel.com / Dollar Photo Club

Tutti cerchiamo l’approvazione di un datore di lavoro. Vogliamo svolgere il nostro mestiere nel migliore dei modi per ottenere feedback positivi e desideriamo sentirci gratificati per ciò che facciamo. Soprattutto, cerchiamo di fare ogni giorno un passo in più per crescere nella nostra carriera.

Nell’ambito del web marketing la competizione è molto serrata e spesso devi relazionarti con persone estremamente competenti nel settore. In questi casi l’ansia di mostrare la propria bravura è tanta – soprattutto quando si è giovani o alla prima esperienza lavorativa – e ottenere un riscontro positivo da chi da anni svolge il nostro lavoro, può darci più sicurezza

Ma come si può fare la differenza in un ambiente di lavoro di questo tipo? Come possiamo farci davvero notare? Dopo tanti anni di attività, oggi voglio offrirti qualche consiglio su cosa il tuo “capo” vorrebbe che facessi a lavoro. 

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Leadership e intelligenza emotiva: leader si nasce o si diventa? / 3^ parte

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Ci si chiede qual è la differenza tra un leader e un capo: il leader guida, il capo dirige. ( T. Roosevelt)

Arriviamo alla tappa conclusiva del nostro cammino alla scoperta della leadership e delle capacità dell’intelligenza emotiva che la contraddistinguono, che prosegue dall’articolo “Leadership e intelligenza emotiva: caratteristiche e stili del leader”.

Come abbiamo visto nelle prima parte le doti personali e l’indole hanno una grande valenza, ma a questo punto la domanda che sorge spontanea è: chiunque può diventare un leader efficace? Sono sufficienti volontà e motivazione per migliorare le proprie abilità?

Le competenze dell’intelligenza emotiva possono essere apprese o rafforzate e quando si tratta di costruire abilità di leadership, destinate a durare nel tempo, la motivazione e l’approccio positivo nei confronti dell’apprendimento hanno una immensa importanza.

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Leadership e intelligenza emotiva: caratteristiche e stili del leader / 2^ parte

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Come posso sperare di comandare gli altri, se non ho il pieno controllo su me stesso? ( F. Rebelais)

Nella prima parte di questa serie di articoli sulla Leadership e intelligenza emotiva abbiamo visto qual è l’essenza del leader e il meccanismo che permette all’intelligenza emotiva di creare risonanza.

Nella seconda parte del nostro viaggio entreremo nel vivo della materia, scoprendo non solo di quali sezioni si compone l’intelligenza emotiva, ma analizzando anche le varie tipologie di Leadership.

Iniziamo con il dire che l’intelligenza emotiva è composta da quattro dimensioni principali, che sono a loro volta suddivisibili in due macrocategorie.

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Leadership e Intelligenza Emotiva: come essere un leader efficace e un buon manager / 1^ Parte

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Dire a qualcuno di fare qualcosa non significa essere un leader. (Wolf J. Rinke)

Possedere buone capacità di leadership è fondamentale per il lavoro ma anche per ogni attività in cui è necessario relazionarsi con altre persone. Tra le caratteristiche di un vero leader spicca la maestria nella gestione dei pensieri, delle emozioni e delle azioni che ne conseguono; l’obiettivo è ottenere risultati utili per gli altri e per egli stesso.

Tra i tanti libri che ho letto su questa tematica, ce n’è uno in particolare che mi ha aiutato durante il mio percorso come imprenditore, manager e “animale sociale”. È un testo pubblicato nel 2004 dal titolo “Essere Leader” di D. Goleman – R. Boyatzis – A. McKee: propone una teoria innovativa sul management, in particolare sul leader e il mondo che ruota attorno ad esso.

Partendo proprio da questo libro, ho raccolto e organizzato informazioni qui su LucaPropato.com – frutto di studi e anche di esperienze personali – che possono arricchire le tue capacità lavorative e sociali, oltre che espandere le tue possibilità di successo in svariati ambiti.

Ha ora inizio il nostro viaggio digitale nel mondo della leadership, che parte da…

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Curriculum vitae: 3 esempi vincenti per farsi notare e attirare l’attenzione

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Come riuscire a farsi notare con un curriculum vitae standardizzato? Come puoi colpire il recruiter, soprattutto per i lavori creativi, con un curriculum in formato europeo? Come far notare le nostre skills utilizzando una tipologia di presentazione omologata? La risposta è abbastanza semplice: non possiamo!

Ogni giorno le grandi aziende ricevono centinaia e centinaia di curricula e, dal momento che il tempo è denaro, non perdono più di 20/30 secondi – nella migliore delle ipotesi – per visionare i curricula. Ovviamente la situazione si complica quando i curricula arrivano da candidature spontanee: in questo caso se non colpisci subito l’esaminatore il curriculum viene cestinato quasi all’istante.

Non stiamo parlando di candidature incomplete, contenenti errori di battitura o mancanti della foto, ma domande che rispettano il “decalogo” – regole che puoi leggere in qualsiasi sito tratti questo argomento- del curriculum perfetto. Pensa un attimo a quanti curricula hai inviato nella vita e a quante volte non hai ottenuto alcun tipo di risultato.

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Tre sbocchi lavorativi nel web per la tua laurea in Lettere

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Hai deciso di fare una scelta guidata dalla passione, ti sei iscritto a Lettere e ora hai finalmente concluso gli studi. In questo momento della tua vita ti starai forse chiedendo: “E ora cosa faccio? Come mi inserisco nel mercato del lavoro?”.

Ti senti confuso e non sai come prendere in mano la situazione, essendo abituato a sentirti dire sempre le solite frasi: “Con la laurea in Lettere non ci fai niente”, “E adesso vai a fare l’insegnante precario?”, “Un mio amico cerca un assistente, ti interessa?”.

Ti sei quasi rassegnato ad una vita lavorativa senza troppe soddisfazioni, nella quale non puoi sfruttare al meglio le tue capacità. Sappi che fino ad ora, forse, hai parlato con le persone sbagliate.

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9 modi per farti apprezzare dal boss e dai colleghi di lavoro

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Le tre regole di lavoro: 1. Esci dalla confusione, trova semplicità. 2. Dalla discordia, trova armonia. 3. Nel pieno delle difficoltà risiede l’occasione favorevole. (Albert Einstein)

Se non sei un lavoratore autonomo, hai un capo a cui devi rispondere. Fortunatamente esistono accorgimenti per gestire al meglio la “convivenza” con lui e tutti gli altri colleghi. Ti propongo nove strategie da provare.

Diventando molto abile nel mantenere rapporti buoni e di rispetto reciproco preserverai molte energie mentali e fisiche, a vantaggio della qualità del tuo lavoro e dell’ambiente in cui stai.

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8 insegnamenti di Steve Jobs per essere un manager vincente

Sii un parametro di qualità. Alcune persone non sono abituate a un ambiente in cui è prevista l’eccellenza. (Steve Jobs)

Nel 2011, dopo la scomparsa di Steve Jobs, il manager e saggista statunitense Guy Kawasaki scrisse sul suo profilo Google+ alcuni insegnamenti maturati durante la collaborazione con il fondatore della Apple, dal 1983 al 1987, come responsabile marketing del computer Macintosh. La motivazione di questo prezioso contributo fu il desiderio di “non disperdere o dimenticare nessuna delle sue lezioni“. Ho scelto 8 punti – dei 13 postati – per proporli a te e commentarli insieme, per lavorare in maniera più efficace.

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