Come ATLAS di Facebook può cambiare l’online advertising

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Facebook ha fatto il grande passo: dopo aver acquistato circa un anno fa Atlas (strumento per la gestione e l’analisi delle campagne pubblicitarie online) ha deciso di ricostruirlo da capo e soprattutto di utilizzarlo.

Cosa c’è di nuovo in questo caso? Facebook già è in possesso di svariate nostre informazioni personali e le utilizza per conto di terze parti e altri siti web. La differenza sta nel fatto che Facebook ha utilizzato fino ad ora i cookies per monitorare i siti visualizzati dalla persone e poi dare il via libera agli annunci pubblicitari ad hoc, soprattutto per campagne di remarketing. Il problema è che i cookies non funzionano perfettamente, sono spesso poco precisi e inaffidabili, soprattutto quando un utente vede un annuncio sullo smartphone e poi acquista da desktop il prodotto pubblicizzato. Questo rende difficile ai marketer scoprire gli interessi dei consumatori.

Qui subentra Atlas (cioè Facebook). I suoi strumenti permettono agli inserzionisti di perfezionare il proprio target e indirizzare gli annunci senza dover dipendere dai cookies. Inoltre, consentirà di sapere se un prodotto è stato acquistato su una piattaforma diversa dopo aver visto un annuncio su un dispositivo mobile e, di conseguenza, la capacità di creare campagne pubblicitarie migliori.

Atlas percorre una strada alternativa rispetto ai cookies e si concentra sulle interazioni dei consumatori attraverso i loro account di Facebook. Ciò fornirà un collegamento chiaro tra le azioni online e acquisti offline. L’obiettivo infatti è quello di colmare il gap esistente tra gli annunci pubblicitari online e gli effettivi acquisti fatti offline.

Che cosa significa tutto questo per il marketing?

Al momento la differenza non è enorme. Monitorare e analizzare le interazioni dei potenziali clienti sui social media per scopi di marketing è qualcosa che veniva già fatto in precedenza.
La cosa interessante e significativa è che Facebook avrà a disposizione una quantità esorbitante di dati personali.

Ovviamente Mr. Facebook non ha svelato come avverrà il tutto e quali siano di preciso le modalità di acquisizione dei dati. Soprattutto, per ora, non ha rivelato né come né con quali strumenti sarà possibile seguire i propri utenti anche offline. Sicuramente Atlas, nella sua forma attuale (uno strumento ad-serving e tracking), non ha intenzione di provocare una rivoluzione ma le possibilità di ottimizzazione ci sono.

Questa nuova piattaforma pubblicitaria ha chiaramente come scopo quello di guadagnare terreno su Google AdWords, leader della pubblicità online. È proprio Google che dovrà tenere alta l’attenzione, poichè gli introiti pubblicitari rappresentano la sua principale fonte di entrate e, in questo caso, si ritroverebbe a fronteggiare un diretto concorrente: Facebook appunto.

Inutile nascondere che la sfida a Google è appena iniziata.

Ringrazio Annalisa Iezzi per il gentile contributo e la realizzazione di questo post ospitato nel mio blog.

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